Sono questi i cibi che il tuo bambino può già "assaggiare" nel pancione: lo studio

Uno studio rivela che i sapori assunti dalla madre influenzano le preferenze alimentari del feto già durante la gravidanza: ecco quali.

Nuove evidenze scientifiche confermano che i feti sono capaci di percepire i sapori già nel grembo materno, un fenomeno che si manifesta in modo più marcato durante il terzo trimestre di gravidanza. La ricerca, condotta dall’Università di Durham utilizzando ecografie 4D, ha permesso di osservare le reazioni facciali dei nascituri a stimoli gustativi diversi, svelando come il liquido amniotico rappresenti un ambiente sensoriale in grado di trasmettere alcune qualità organolettiche del cibo ingerito dalla madre.

Il gusto prenatale: come e quando il feto percepisce i sapori

Il liquido amniotico, in cui il feto trascorre i nove mesi di sviluppo, assume un “sapore” variabile in base alla dieta materna. Le molecole aromatiche derivanti dagli alimenti consumati dalla madre attraversano il circolo sanguigno e la placenta, modificando la composizione chimica del liquido amniotico. Sebbene non si tratti di un’esperienza gustativa complessa, il feto può “assaggiare” questi cambiamenti attraverso la continua inalazione e deglutizione del liquido amniotico, che può arrivare fino a 500-1000 ml al giorno negli ultimi mesi di gravidanza.

La capacità di percepire i sapori si sviluppa progressivamente: le prime papille gustative compaiono intorno al secondo-terzo mese, mentre i neuroni olfattivi iniziano a formarsi nel naso. Tuttavia, è solo a partire dal terzo trimestre che il sistema gusto-olfattivo diventa sufficientemente maturo da permettere una risposta sensoriale attiva. In questo stadio, il feto può già reagire agli stimoli gustativi, come dimostrato dalle espressioni facciali registrate durante lo studio dell’Università di Durham.

Un gruppo di ricercatori britannici ha somministrato a madri in gravidanza capsule contenenti aromi al gusto di carota, dolce e generalmente apprezzato, oppure di cavolo riccio, noto per il suo sapore amaro e meno gradito. Utilizzando ecografie 4D, sono state osservate le reazioni fetali tra la 32ª e la 36ª settimana di gestazione: i feti esposti al sapore dolce della carota hanno mostrato sorrisi e espressioni di piacere, mentre quelli che “assaggiavano” il cavolo hanno manifestato smorfie di disgusto, evidenziando la capacità di discriminazione gustativa già prima della nascita.

la percezione dei sapori del bimbo in gravidanza
La percezione dei sapori nel grembo materno – bambinopoli.it

Successivamente, è stato valutato l’effetto di un’esposizione ripetuta ai medesimi sapori per tre settimane consecutive. I neonati di queste madri hanno mostrato una maggiore familiarità e una risposta più positiva ai sapori sperimentati nel grembo materno, persino verso il cavolo riccio, che normalmente suscita reazioni negative. Questa “memoria gustativa” prenatale potrebbe quindi influenzare le preferenze alimentari postnatali, facilitando l’accettazione di cibi tradizionalmente meno graditi, come le verdure a foglia verde.

L’importanza evolutiva della percezione sensoriale prenatale

Dal punto di vista evolutivo, la capacità di riconoscere sapori e odori già nel grembo materno rappresenta un vantaggio cruciale per la sopravvivenza del neonato. Il liquido amniotico con i suoi aromi simili a quelli del latte materno aiuta il neonato a identificare la madre e a stabilire un legame di attaccamento, fondamentale nelle prime fasi di vita. Inoltre, l’esposizione precoce ai sapori del mondo esterno contribuisce a preparare il bambino al passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina, riducendo il trauma legato al confronto con ambienti nuovi e stimoli sconosciuti.

Questa familiarità precoce con i sapori potrebbe inoltre aiutare a superare la neofobia alimentare, ovvero la diffidenza verso cibi nuovi, promuovendo uno sviluppo alimentare più equilibrato e variegato nel bambino. I risultati degli studi sottolineano l’importanza di una dieta varia e bilanciata durante la gravidanza, non solo per la salute della madre e del feto, ma anche per influenzare positivamente le abitudini alimentari future del bambino. Nutrienti e sapori che la madre assume regolarmente possono lasciare un’impronta nella memoria sensoriale fetale, favorendo una maggiore accettazione di quegli stessi alimenti dopo la nascita.

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