Tecniche per farsi obbedire dai bambini senza urla

Capita a tutti i genitori del mondo, prima o poi, di alzare la voce con bimbi disobbedienti che sembrano essere programmati per far uscire dai gangheri mamma e papà.
E’ umano. Comprensibile. E normale. Purtroppo, però, il più delle volte questo sistema non funziona. Durante il capriccio, infatti, il bambino non è propenso ad ascoltare l’altro e la voce alta alzata contro di lui non fa che peggiorare la situazione rendendo il piccolo ancora più insensibile alle richieste dei genitori.
Come farsi obbedire, quindi?
Qui alcune tecniche efficaci per ottenere l’attenzione dei figli nel momento di massima tensione e riuscire a farsi obbedire. Il tutto senza urla.

PICCOLO, MEDIO O GRANDE?
Soprattutto in età prescolare, i bambini sono egocentrici ed egoisti, convinti che il mondo ruoti intorno a loro e che i loro problemi siano i problemi più grandi del mondo. Insegnate ai piccoli a relativizzare e valutare con attenzione.
Quando un bambino, dunque, fa un capriccio, il consiglio è quello di imporsi un atteggiamento calmo e rilassato, abbassarsi al livello del piccolo e chiedergli, in modo fermo e determinato, di che entità è la richiesta che sta avanzando. Più esattamente la domanda potrebbe suonare così:
Quello che desideri quanto è importante per te? Molto, poco o medio?
Inizialmente, il bimbo dirà sempre molto. Piano piano, però, imparerà a valutare le cose caso per caso, in modo piuttosto lungimirante.
Una volta individuata l’entità del problema, abituate il bimbo a trovare una soluzione supportandolo nelle scelte.
Quello che era un problema potrebbe, quindi, per lui trasormarsi in una risorsa.

SPIEGAZIONI LOGICHE
Quando ponete un divieto, cercate anche di dare della motivazioni logiche alla vostra scelta. Spiegando, infatti, le ragioni del no prima che il no venga percepito come una privazione, diminuirete la quantità di capricci.
Per esempio. Se non volete che i bambini pasticcino prima di cena, spiegate loro in modo chiaro e preciso perché è sconsigliato farlo, cosa comporta per la salute, quali problemi potrebbero avere. Più sarete ‘scientifici’ più otterrete la loro fiducia.
Limitarsi a un perché no, non solo non rende ragione all’intelligenza del bambino, ma è il modo migliore per instillare la sua curiosità e portarlo allo scontro per ottenere il si.

SGUARDO, TONO E COMPORTAMENTO
Gridare non serve. Ne sono coscienti tutti gli educatori. A volte uno sguardo, un gesto ben assestato, un tono di voce fermo e deciso accompagnato da un’occhiata che non ammette repliche, sono più funzionali di 200 urla. Attraverso lo sguardo, infatti, otterrete l’attenzione del piccolo che, non avendo voi gridato, sarà scoraggiato a gridare a sua volta e tenderà a obbedire alle vostre richieste.

AUTOCONTROLLO
Che i bambini abbiano la capacità di far perdere le staffe anhe alla persona più pacifica ed equilibrata del mondo è fuori di dubbio. Spesso, però, la rabbia è un insieme di stanchezza, frustrazioni subite nell’arco della giornata, fastidio, delusione… Quando sgridate un bimbo e alzate la voce con lui, assicuratevi che il motivo della vostra insofferenza sia il suo capriccio, quello che ha fatto o detto, e non tanto il fatto che siete stanchi e vi sentite autorizzati, in qualche modo, a scaricare su di lui la vostra stanchezza.
Cercate di avere autocontrollo nelle reazioni e se proprio non riuscite a calmarvi, appartatevi in un’altra stanza, sfogate la rabbia e presentatevi calme e tranquille dal piccolo per parlargli in modo sereno e deciso rispetto a quello che ha fatto.

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