Al via i trattamenti di fecondazione assistita dopo lo stop di marzo

Lo comunica l'Istituto Superiore di Sanità con la Circolare CNT-ISS: I trattamenti per la fecondazione assistita, sospesi lo scorso marzo per l'emergenza Covid-19, possono riprendere.

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Dopo lo stop di marzo a causa dell'emergenza coronavirus, l'Istituto Superio di Sanità con la Circolare CNT-ISS ha finalmente confermato la riapertura del centri di Fecondazione Assistita in tutta Italia.


In base a quanto si legge dalla Circolare, infatti, sembrano sussistere oggi le condizioni per la ripresa dei trattamenti momentaneamente sospesi e l'inizio di nuovi trattamenti, con priorità riservata alle coppie con indicazioni di urgenza per età o condizioni cliniche particolari e ai trattamenti sospesi in corso di pandemia.

Anche in questo caso, come per la riapertura di nidi e centri estivi, sono previste e imprescindibili attività di triage rivolte sia ai pazienti che al personale sanitario. L'obiettivo, ovviamente, è quello di individuare immediatamente eventuali situazioni a rischio e di attuare subito le misure di isolamento e sicurezza necessarie per contenere l'infezione.


Il via libera riguarda sia le procedure che prevedono la donazione di gameti che quelle che non la prevedono, e la circolare invita i centri a riorganizzare le procedure e i locali per garantire la sicurezza.
In particolare si legge:
  • In caso di raccolta di gameti sovrannumerari, oltre ai tradizionali esami di anamnesi, si ritiene opportuna l'acquisizione dei risutlati di un tampone che accerti la negatività al COVID-19.
     
  • Per quanto riguarda le donazioni pure, il trattamento è sospeso qualora il paziente dovesse presentare sintomi di COVID-19 o sia di recente reduce da infezione da COVID-19.

I tamponi nasofaringei vengono effettuati nelle 72 ore precedenti alla donazione dei gameti. La donazione è sospesa qualora il paziente dovesse risultare positivo. Al contempo, in caso di tampone negativo, i gameti devono rimanere in quarantena almeno per 14 giorni in attesa di un secondo tampone che confermi la negatività del donatore.
Per quanto riguarda le donazioni dall'estero, si ritiene opportuno che il Centro richieda una certificazione di buona salute e negatività al COVID-19 per tutti i gameti raccolti dopo il 31 dicembre 2019.

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