Contro la sindrome della lumaca... - Donna - Bambinopoli





Contro la sindrome della lumaca...

Preparare le valigie è un'operazione complicata. Preparare valigie che contengano solo il necessario, poi, è un’abilità che pochi possiedono. Un sito ci spiega come imparare a viaggiare leggeri.

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Viaggiare leggeri. Con poche valigie e il bagaglio strettamente necessario per “sopravvivere” fuori casa per il periodo previsto. Un’arte che pochi viaggiatori conoscono. Al momento di preparare la valigia, infatti, la tendenza generale (che peggiora notevolmente quando ci si sposta con i bambini) è quella di riempire le borse all’inverosimile per la paura, poi, una volta giunti a destinazione, di non avere proprio quel singolo capo, accessorio, strumento rimasto a casa. Insomma, la maggior parte dei viaggiatori tende, al momento della partenza, a soffrire dalla sindrome della lumaca e il detto melius abundare quam deficere diventa il leitmotiv da cui non è possibile prescindere.
Viaggiare leggeri, invece, dovrebbe essere l’obiettivo di tutti. Non solo perché le vacanze, in qualche modo, rappresentano anche l’occasione per mettere alla prova la personale capacità di adattamento, ma soprattutto perché valigie leggere semplificano e rendono meno faticosi gli spostamenti, consentendo, talvolta, un notevole risparmio economico (molte compagnie aeree, per esempio, effettuano tariffe differenziate a seconda del peso e della grandezza del bagaglio). Inoltre, un piccolo spazio in più in valigia permette di dedicarsi più serenamente all’acquisto di souvenir e ricordi senza contare il fatto (non trascurabile) che la biancheria sporca ingombra molto di più di quella pulita.


E poi diciamocelo: quante volte, al ritorno dalle vacanze, ci rendiamo conto che delle 100 cose che ci siamo portati dietro, la metà è rimasta inutilizzata in borsa?

Per aiutare i viaggiatori a preparare i bagagli, insegnando loro l’arte della “leggerezza” ci pensa ora un sito internet (in inglese) che fornisce indicazioni utili e consigli per spostarsi solo ed esclusivamente con lo stretto necessario, lasciando a casa tutto ciò che, alla fine, si rivelerà essere superfluo.
Si chiama www.onebag.com - unaborsa.com - e si presenta come una sorta di vademecum con tantissimi consigli pratici, suggerimenti e idee per viaggiare leggeri.


I trucchi per partire con una borsa leggera sono infiniti (preparare una check list in cui segnare, giorno per giorno, cosa potrebbe esserci utile, acquistare bagagli facili da trasportare, leggeri e versatili, scegliere tessuti leggeri facilmente lavabili e che si asciugano in fretta, risparmiare spazio portando con sé solo l’apparecchiatura elettronica veramente utile…).
Un’intera sezione, poi, è dedicata alle cosiddette indicazione pre-partenza con suggerimenti che vanno oltre la preparazione del bagaglio e riguardano il viaggio nella sua interezza.
Non è presente una parte dedicata alle famiglie con bambini nello specifico. Ma, in linea di massima, quello che vale per un adulto, può andare bene anche per un bimbo purché si tenga conto del fatto che se da una parte i piccoli tendono a sporcarsi di più, dall’altra hanno meno esigenze in termini di abbigliamento e accessori (un bambino può presentarsi al ristorante, anche un ristorante di lusso, indossando una semplice maglietta con un pantalone o un abitino smanicato).
 

Più complicata la situazione per chi si muove con neonati. Anche in questo caso, però, talvolta è sufficiente informarsi presso la struttura ricettiva presso cui si soggiornerà per sapere cosa portarsi dietro (lettino, seggiolone, passeggino, seggiolino per la bici…) e cosa, invece, viene messo a disposizione dei clienti.

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  • Commento inserito da Piciu il 6 agosto 2009 alle ore 08:14

    Grande! Grazie 1000, un sito utile e ben fatto e IN ITALIANO!

  • Commento inserito da Silvia il 31 luglio 2009 alle ore 11:15

    il "fratellino" in italiano a cui ho dato anche un mio "contributo"
    http://www.invaligia.com/

  • Commento inserito da Fori il 31 luglio 2009 alle ore 09:52

    Possiamo aggirare il problema dell'inglese: cerchiamo il sito su GOOGLE e usiamo il "traduttore". Piuttosto che niente, meglio piuttosto....

  • Commento inserito da Rosy il 31 luglio 2009 alle ore 08:56

    non si può proporre siti scritti solo in inglese !!!

  • Commento inserito da achille varzi il 30 luglio 2009 alle ore 21:10

    ..... alessia il sito suggerito è in inglese !!!
    utilissimo alla maggior parte di persone che che conoscono l'inglese studiato a scuola !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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