Casa o lavoro?

Rimanere a casa con i propri bambini o tornare al lavoro? Per le mamme che non hanno scelta, in un senso e nell'altro, e per quelle che la scelta ce l'hanno ma sono affrante dai sensi di colpa, ecco alcuni consigli su come affrontare il distacco dal nido domestico e dal proprio bimbo.

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Casa o lavoro?



È così difficile scegliere se posso perdere!
Molte donne, con l’arrivo nella loro vita personale e di coppia di un figlio, si trovano a confrontarsi con una scelta importante: casa o lavoro? Nel nostro tempo, provare a far conciliare la maternità con la realtà lavorativa si presenta come un compito necessario e, al contempo, insidioso.
Secondo i dati forniti dall’Istat, emerge che sono circa quattro milioni le madri che sono “messe” davanti a questa scelta e alle sue conseguenze.


Anche se questo problema vive nella mente delle future mamme già quando sono in gravidanza, e forse anche prima, quando si pensa al progetto di avere dei figli.
In questa dialettica interiore le donne si possono chiedere, che cosa accadrà nella loro vita, una volta che il bambino nascerà; e questi pensieri sono spesso accompagnati da preoccupazione e da dubbi.


Potrebbe essere altrimenti? Sia che si opti per mantenere il proprio lavoro con gli stessi ritmi di prima, sia che si scelga di rimanere a casa e diventare “una mamma a tempo pieno” (come frequentemente si dice), o ancora, che si preferisca trovare una soluzione a metà (con tutte le particolarità che questa posizione comporta), ogni scelta porta con sé una perdita!
Si rinuncerà sempre a qualcosa, e questa “conseguenza”, seppur logica e naturale, comporta spesso tensione.
Tuttavia quando la questione lavorativa è vista in conflitto con l’esperienza della maternità, questa tensione può divenire eccessiva e creare disagio nella vita della madre e in quella familiare.
Una parte considerevole nel creare angoscia e agitazione rispetto al come-essere-una-mamma-oggi, la gioca il discorso sociale, che presenta e sembra richiedere una donna che si conformi alla duplice immagine di donna e mamma perfetta che esso propone. Nel cercare di assomigliare a questa figura mitica di “madre perfetta e manager”, si cela un grande rischio: sentirsi obbligati dentro diverse identità che possono essere vissute come dissonanti.
Questa situazione può così dar vita a vissuti di inadeguatezza e frustrazione, che rischiano di istillare un dubbio sulle proprie capacità di donna e di madre. Esiste dunque una soluzione? No, non ne esiste una, ma diverse come sono le situazioni.

È importante sottolineare come non possano esserci risposte giuste o sbagliate prestabilite, ma soltanto compromessi: soluzioni nate in seno alla singola famiglia e alla singola donna. Bisogna sentirsi liberi di scegliere ciò che realmente si desidera, così da essere autentici nelle nostre giornate. Perché, sia che si scelga di lasciare il bambino al nido affianco a casa, sia che lo si accompagni nella casa dei nonni o che si preferisca rimanere “a casa” con lui, l’importante è non sentirsi in colpa, e fare la propria scelta. Ciò che conta è quindi trovare la propria soluzione, singolare come lo è ogni coppia, unica come ogni bambino.

Per maggiori informazioni:
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo d'Aosta 6 - Milano
info@pollicinoonlus.it
www.pollicinoonlus.it
Numero Verde: 800.644.622


Commenta questo articolo
  • Commento inserito da Giuseppina il 9 febbraio 2024 alle ore 11:48

    Molte volte non c'è la scelta tra lavoro ed essere madre, ma si è costretti a "licenziarsi" dal lavoro.

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