5 cose da non dire a una bambina

E' accertato che, naturalmente, si è portati a usare un linguaggio diverso con i maschietti e le femminucce sin dai primi mesi di vita, andando a stimolare aree del cervello differenti. Alcune frasi, però, andrebbero evitate. Questa settimana vediamo cosa non dire a una bambina.

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Il fatto che mamma e papà (e in generale chiunque abbia a che fare con i bambini) siano portati a parlare in modo diverso con un maschietto o con una femminuccia sin dalla culla, è un dato accertato.
Verso le bambine, infatti, la tendenza è quella di utilizzare molto parole legate alla sfera emotiva e aggettivi come 'carino', 'grazioso', 'bello'...


Con i maschietti, invece, si utilizzano molto i verbi, soprattutto verbi d'azione, non necessariamente azioni legate alla sfera 'maschile', ma che comportino, comunque, un agire. 
Per quanto, dunque, l'idea che maschi e femmine siano uguali e che potenzialmente, gli uni e gli altri, abbiano accesso allo stesso universo, rimane un retaggio culturale forte nel modo in cui l'uguaglianza viene comunicata.
Alcune espressioni, però, andrebbero proprio evitate, tanto con le femmine quanto con i maschi. E certe cose sarebbe meglio non dirle (oltre che non pensarle).

Ecco 5 frasi da non dire mai a una bambina.

SMETTILA DI FARE IL MASCHIACCIO! SEI UNA BAMBINA
Premesso che fare il 'maschiaccio' è limitante tanto per i maschi quanto per le femmine, insegnare a una bambina che ci sono cose che lei, in quanto femmina, non deve fare, è sbagliato come principio.
Ci sono bimbe che sin dalla culla dimostrano una predilizione per giochi tranuqilli, bambole, peluche, Barbie. E bambine che, al contrario, si sentono gratificate nel correre, saltare, rotolarsi nel fango, fare la lotta (questo andrebbe evitato a prescindere, ma per ragioni diverse). Perché, dunque, non assecondare semplicemente l'inclinazione personale lasciando da parte le questioni di genere?

COME SEI BELLA!!!!
Premesso che non c'è nulla di male nel dire alla propria figlia che è bella e premesso che la bellezza non è un demerito e va mostrata, puntare tutta la propria stima verso i figli sull'aspetto estetico è sminuente e alla lunga potrebbe essere anche deleterio.
Un bambino, maschio e femmina che sia, può essere bello/a, elegante, carino/a. 
Ma inevitabilmente a questi aggettivi, vanno aggiunti anche intelligente, sveglio, preparato...
L'idea qui non è evitare di prendere in considerazione l'aspetto estetitco, ma affiancare sempre i complimenti legati a questa sfera con quelli legati alla sfera intellettiva. Mettendo sempre in evidenza quelli che sono i meriti raggiunti grazie anche a uno sforzo.

LASCIA STARE QUEI GIOCHI. SONO DA MASCHIO
Non esistono giochi da maschi e giochi da femmine. I bambini utilizzano la fantasia per rapportarsi con qualsiasi giocattolo. E nelle storie che inventano avendo in mano una bambola, un pezzo di lego o un dinosauro, la componenete di genere è decisamente secondaria.

NON SPORCARTI
Questo, per dirla tutta, mamma e papà lo dicono sia ai maschi che alle femmine. Le bambine, però, spesso indossano abiti e vestitini che davvero le mamme non vogliono si sporchino, molto più che le magliette e i pantaloni che spesso usano i maschietti. Da qui il divieto, che però non tiene conto di una cosa: si tratta di bambini, non di manichini in negozio!

MA LUI E' UN MASCHIO!
L'idea che maschi e femmine possano fare cose diverse, è ingannevole in partenza. Soprattutto in adolescenza, però, si tende a condere ai maschi molto di più di quanto non si conceda alle ragazzine: il motorino, le uscite con gli amici, i rientri serali... E spesso questo diverso trattamente è giustificato con la frase: ma lui è maschio!
Non ha alcun senso. Maschi e femmine devono essere uguali da questo punto di vista. Al limite, a fare la differenza, può essere la maturità della persona che prescinde, però, dal genere a cui appartiene.
 

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