Analfabetismo motorio tra i bambini

Per analfabetismo motorio tra i bambini si intende una sempre maggiore incapacità da parte dei più piccoli di approcciare attività motorie semplici quali correre o fare le capriole. Perché questo succede?

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L'Italia, secondo i dati dell'ISTAT, è il Paese più sedentario d'Europa. E a conferma di questo, la crescente preoccupazione degli esperti rispetto all'incapacità dei bambini di oggi di affrontare attività fisiche basilari che si imparano non tanto con la frequentazione di palestre e centri sportivi, quanto con il normale gioco all'aperto.


I bambini di oggi, a quanto sembra, hanno grosse difficoltà a coordinare i movimenti, non sono più capaci di correre, saltare alla corda, fare le capriole. Ed è in questo senso che gli esperti hanno iniziato a parlare di 'analfabetismo motorio'.

ALCUNI DATI


D'altra parte, i dati sono abbastanza allarmanti, anche se in lieve crescita.
Nel 2017, nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni, i bambini che non praticavano sport e attività fisica erano il 18,8%. Un dato alto ma in calo rispetto al 2016 quando si raggiungeva il 23,3%. Stabile la quota dei bambini che fanno sport in modo continuativo: 60,5% nel 2017 contro il 59,7% dell’anno prima. Aumenta, sempre nella fascia 6-10, chi fa solo qualche attività fisica: il 15,3% del 2017 contro il 10,8 del 2016.
Se si prende in considerazione la fascia d’età precedente – 3-5 anni – i dati sono ancora più preoccupanti: Il 48,8% non fa né sport né attività fisica 

CONSEGUENZE

Oltre alla difficoltà di raggiungere la coordinazione motoria e di prendere possesso dello spazio, l'assenza di attività fisica e gioco libero ha avuto, sinora, una conseguenza molto grave: in Italia, i bambini obesi oggi sono 3 volte di più di quanto non lo fossero negli Anni Settanta. Se in parte questo è da attribuire a una cattiva alimentazione e ad abitudini alimentari errate, una buona parte della responsabilità si nasconde proprio in questo analfabetismo motorio dilagante.

Di chi è la colpa? Difficile stabilirlo. Sicuramente, però, i genitori dovrebbero assumersi le loro responsabilità. I bambini non giocano più nei cortili e nei parchi. Non sono più lasciati liberi di sperimentare le possibilità del loro corpo. Vivono chiusi in casa in ambienti protetti in cui l'attività motoria si riduce a qualche saltello sul divano o sul letto.
È diffuso un timore per sbucciature e slogature. Molti bimbi hanno il divieto di correre, salire sugli alberi, saltare...
Mamma e papà dovrebbero, invece, imparare a non preoccuparsi. Dovrebbero coltivare la passione dei bambini per lo sport. Dovrebbero spingerli a passare all'aperto il loro tempo libero, lasciandoli liberi di mettersi alla prova. 
Anche a scapito di ferito e ossa rotte.
 

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