Genitori elicottero: un modello da non seguire

Iperprotettivi, sempre pronti a prendere le difese dei figli e a intervenire in caso di difficoltà, sono i genitori elicottero, un modello da non seguire che minaccia l'autonomia e la capacità di cavarsela da soli dei bambini.

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Il termine è nato nel mondo anglosassone dove i genitori iperprotettivi, sempre pronti a intervenire qualora il figlio ne avesse bisogno, incapaci di staccare il cordone ombelicale e convinti che i bambini abbiano perennemente bisogno del loro intervento risolutore, sono chiamati genitori elicottero.


Il modello si è imposto anche in Italia (la cronaca è piena di storie di mamme e papà che prendono le difese dei figli, anche a sproposito, negli ambiti più disparati: la scuola, l'ambiente sportivo, le feste tra compagni...) con gravi conseguenze per l'educazione dei bambini.

I genitori elicottero, infatti, rappresentano una vera minaccia per l'acquisizione dell'autonomia dei piccoli e per l'acquisizione della loro capacità di cavarsela da soli.

Non si tratta, infatti, di prendersi cura dei bimbi cercando di fare di tutto per renderli felici. I genitori elicottero, letteralmente, sorvolano sopra le teste dei loro figli e intervengono sempre (ovviamente a fin di bene, ma il risultato non cambia) in qualunque situazione o contesto questi si trovino.

Uno studio dell'Università del Minnesota ha messo in luce come spesso i bambini cresciuti con mamme e papà iperprotettivi dimostrino seri problemi non soltanto a cavarsela da soli nelle situazioni più semplici, ma anche ad avere una vita relazionale normale, crearsi delle amicizie, portarle avanti. 
Durante le osservazioni condotte per 8 anni su 422 bambini di 2, 5 e 10 anni, il team di ricerca ha chiesto ai genitori e ai bambini di giocare come se fossero a casa. I genitori elicottero tendevano costantemente a guidare il loro bambino dicendogli con cosa giocare, come usare un giocattolo e come pulire dopo aver fatto merenda. Inoltre, erano troppo severi o esigenti portando i bimbi a reagire: alcuni sono diventati provocatori, altri apatici e altri ancora mostravano frustrazione.
Inoltre, nel corso del tempo, lo studio ha dimostrato che i bambini cresciuti in famiglia di questo tipo, a 10 anni presentavano serie difficoltà emotive e una sorta di incapacità di adattamento alle situazioni.

Che fare, dunque?
Sensibilità e attenzione per le richieste dei figli sono leggitime e sacrosante. È necessario, però, sapersi fare da parte quando ci si rende conto che un bambino potrebbe cavarsela da solo, affrontare con calma la situazione, scegliere come agire. Non significa essere assenti nella vita dei propri figli, significa guidarli senza prendere il loro posto. Permettendo loro di sbagliare e aiutandoli a trovare la strada per rialzarsi qualora dovessero cadere.

Il diritto a crescere in modo autonomo è sacrosanto e va salvaguardato.
 

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