Il bambino montessoriano. Tra gioco e apprendimento anche a casa

Crescere un bambino secondo il metodo montessoriano vuol dire tantissime cose. Il sistema, infatti, messo a punto da Maria Montessori e basato soprattutto sulla reale osservazione delle esigenze e dello sviluppo del bimbo, può essere applicato non solo all'ambito scolastico, ma soprattutto alle dinamiche familiari in casa.

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di Alessia Altavilla
Chi pensa che il metodo montessoriano trovi il suo principale luogo di applicazione nella scuola, si sbaglia. Quello messo a punto da Maria Montessori, infatti, è un sistema, se così può essere definito, a 360º che riguarda tutti gli aspetti della vita del bambino, sia all'interno del contesto scolastico, sia in famiglia.
Il bambino montessoriano è un bambino che scopre il mondo nel rispetto delle sue tappe evolutive, un bambino autonomo che vuole e sa fare da solo e là dove non sa o non vuole non viene forzato a fare. É un bambino abituato a interagire con gli oggetti e la realtà di tutti i giorni per farne oggetto di ricerca, crescita, interesse (da questo punto di vista il bambino montessoriano non ha bisogno di troppi giocattoli intorno a sé. Anzi, i giocattoli rappresentano quasi un ostacolo al suo percorso di crescita).


I genitori che vogliono usare nel contesto domestico il metodo montessoriano o parte di esse, possano farlo facilmente. La cosa in realtà è molto più naturale di quanto si potrebbe pensare e non occorre affatto stravolgere la propria casa e le proprie abitudini per seguire alcuni o tutti i consigli di Maria Montessori.

UN LETTINO A MISURA DI BAMBINO

Sempre nel tentativo di rendere autonomo e responsabile delle sue azioni il bambino, il lettino montessoriano è un letto senza sbarre, basso (praticamente ad altezza suolo) che consenta, sin dai primi mesi, al bimbo di alzarsi e andare a dormire senza l'intervento dei genitori.
Allo stesso modo, il seggiolone su cui il piccolo mangia deve essere concepito in modo tale che il bambino non si senta costretto e sia in grado, in autonomia, di alzarsi da tavola o tornare a sedersi senza l'aiuto di mamma e papà.

IN BAGNO UN ANGOLINO TUTTO PER LUI
Lavarsi le manine, i denti, la faccia... L'igiene personale è qualcosa che i bambini possono imparare già a partire dall'anno, quando sono più o meno in grado di eseguire alcuni movimenti, restare in piedi da soli...
Per i bambini, poi, il gioco dell'acqua, in tutte le sue sfaccettature, è di estremo divertimento. Ecco perché vale la pena in bagno attrezzare un piccolo angolo per il bimbo (per esempio la zona del bidè), con uno specchio dove il bambino possa riflettersi comodamente, il sapone, lo spazzolino e il dentifricio che usa abitualmente, un asciugamano fissato alla sua altezza. In questo modo, si incoraggerà il bimbo a fare da solo e a prendersi cura di sé senza l'intervento dei genitori.

GIOCATTOLI E LIBRI AD ALTEZZA BIMBO
Molte stanze per bambini sono arredate come se ad abitarle fossero piccoli adulti. Libri e giocattoli posizionati troppo in alto, vestiti difficili da prendere, lettini inaccessibili, colori spenti e tristi...
Ovvio che esistano esigenze di spazio e organizzative, ma laddove è possibile, per lo meno per quanto riguarda il posizionamento di libri e gioco, sarebbe utile che fossero disposti ad altezza bimbo, facile da prendere e da riporre e secondo un ordine mentale che rispecchi quelle che sono le reali esigenze del piccolo.

DIRE, FARE, BACIARE... SOPRATTUTTO FARE
Intorno ai due anni, i bambini hanno ormai acquisito tutte le principali competenze a livello motorio. A tavola sono in grado di mangiare da soli, possono versare alimenti solidi da un piatto di portata al loro piattino, sono in grado di tagliare, con un coltello arrotondato, frutta e verdura cotta, possono versare l'acqua da una brocca non troppo pesante al bicchiere, sono in grado di aiutare mamma e papà nella preparazione di alcuni alimenti (per esempio stendere la pizza, mettere il pomodoro o il formaggio, girare la pasta....), possono lavare o asciugare piatti e bicchieri di plastica....
Sarebbe opportuno, proprio per non bloccare il desiderio di apprendimento del bambino e il suo bisogno di autonomia, che i genitori lo lasciassero libero di compiere autonomamente queste azioni dal momento che esse non rappresentano solo il modo attraverso il quale il bimbo emula in modo ludico gesti e movimenti visti fare da altri, ma sono soprattutto lo strumento attraverso il quale il piccolo si impossessa della realtà e la domina.

PULIZIE DI CASA CHE PASSIONE!
Che siano maschietti o femminucce poco importa. Date a un bambino intorno ai 2/3 anni una scopetta, una paletta e uno straccio e lo renderete felice. Per Maria Montessori anche quello delle pulizie di casa è un gioco che non solo va proposto al bambino, ma addirittura incentivato dal momento che rendono il bambino partecipe e consapevole della realtà familiare che lo circonda.


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