La premier norvegese parla ai bambini per rassicurarli

Succede in Norvegia ed era successo qualche settimana fa in Nuova Zelanda. I politici sentono il dovere di rivolgersi anche ai bambini, i piccoli dimenticati della nostra realtà, per rassicurarli sul tema del coronavirus.

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Una conferenza stampa per rassicurare i più piccoli e per sconfiggere assieme le paure rilasciata nell'ambito di un programma televisivo per ragazzi.


L'infanzia, dimentica in Italia, in altri Paesi è, invece, ben presente,. Ed è per questo che politici e figure istituzionali si sono prodigati per creare occasioni di incontro e spiegare ai bambini quello che sta succedendo, per mettersi al loro livello e raccontare, con parole loro, questa storia un po' terribile del coronavirus.
Così ha scelto di fare la Prima Ministra Norvegese, Erna Solberg, che alla vigilia del lockdown si è rivolta direttamente a bimbi e agli adolescenti, dopo aver raccolto domande, paure e perplessità, per spiegare loro cosa sta succedendo (per dovere di cronaca, in Norvegia proprio nei giorni scorsi sono stati riaperti asili nido e scuole di infanzia a cui è stato chiesto di rispettare rigidi protocolli di sicurezza).
Motivazione della decisione: evitare che la quarantena possa infliggere loro dei traumi.


La Ministra, nel parlare al Paese, ha scelto di rivolgersi, dunque, anche ai più piccoli, in modo chiaro e senza filtri, per spiegare perché, per un po' di tempo, non avrebbero più potuto andare a scuola, frequentare gli amici, partecipare a feste di compleanno e concerti.
Le sue parole: Bambini, questi sono giorni speciali, per molti di voi significano paure che affiorano, ma è normale avere paura quando tante cose accadono nello stesso tempo. Anche se la tua scuola è stata contaminata, andrà bene. Lo stesso con mamma e papà, se sono infetti.

Una cosa simile era successa qualche tempo fa anche in Nuova Zelanda, dove la Premier Jacinda Ardern si era rivolta proprio ai bambini alla vigilia delle festività pasquali e in piena emergenza Covid, per rassicurarli del fatto che la fatina dei denti e il coniglietto pasquale sono considerati lavoratori essenziali e che, sebbene la tradizionale caccia alle uova pasquali fosse interdetta, i piccoli avrebbero potuto comunque disegnare un uovo di Pasqua da appendere alla finestra in modo che tutti, dalla strada, lo potessero vedere. Per dare ancora più forza e credibilità al suo discorso, ha pubblicato sul suo profilo Instagram una serie di scatti per spiegare ai piccoli come fare.

Sebbene questi appaiano come casi isolati nel silenzio generale che ha accompagnato le comunicazioni dei potenti della Terra nei confronti minori, rappresentano comunque un unicum da tenere ben presente per ricordarci che non ovunque i bambini non hanno alcun peso sociale (quando non vengono considerati del tutto un peso). E che esistono Paesi nel mondo dove le loro specificità ed esigenze sono messe in primo piano. Forse anche per una ragione utilitaristica:
i bambini di oggi saranno gli adulti di domani. E avere adulti traumatizzati, insicuri, incapaci di pensiero critico, potrebbe essere un problema per il Paese stesso.

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