Le regole servono ai bambini?

Al giorno d'oggi sempre più genitori fanno fatica a porre dei limiti nell'educazione dei propri figli. Tuttavia, non si riesce a comprendere perché sia così difficile per mamma e papà instaurare con loro una relazione fondata su regole ben precise. Ce ne parla la dottoressa Chiara Scola.

Le regole servono ai bambini?


Molti dei genitori di oggi ritengono che le regole siano una cosa fuori moda, passata e che facciano parte del modello educativo autoritario stile signorina Rottermeier.
Altri, invece, seppure riconoscendone il valore, faticano nel farle rispettare, poiché pensano che dire di no al proprio figlio (per esempio di fronte alla richiesta di poter stare sveglio fino a tardi) possa provocargli troppo dispiacere.


Perché, tuttavia, porre dei 'paletti' in educazione è così importante?

Innanzitutto, stabilire delle regole e farle rispettare ci permette di vivere in modo più strutturato e sereno il rapporto con i figli. Anche noi, se ci pensiamo, dobbiamo seguire delle regole di vita quotidiana, che ci impongono, per esempio, di svegliarci la mattina per andare in ufficio e di preparare la colazione al nostro bambino anche quando siamo troppo stanchi per farlo perché non ci ha fatto dormire tutta la notte.

Avere degli obblighi da rispettare e fare qualcosa che non ci va di fare fa parte della vita di ogni adulto. Perché, allora, per un bambino dovrebbe essere tanto diverso? Anche lui deve apprendere a vivere in comunità e a rispettare se stesso e gli altri, proprio come fanno mamma e papà.

In secondo luogo, è bene precisare che le regole hanno valore solo se vi è una coerenza che consenta di non cambiare idea e venire meno a quello che si era stabilito. Questo permette al bambino di non andare in confusione e di fidarsi di ciò che noi abbiamo deciso per lui. Così facendo, nostro figlio imparerà a gestire anche le frustrazioni della vita ogniqualvolta le cose non andranno esattamente come avrebbe desiderato lui.
Infine, ricordiamoci che esistono anche le eccezioni in educazione, certo, ma devono essere motivate in maniera chiara e decisa, in modo da far capire la reale motivazione che ci ha spinti, per questa volta, a fare una deroga alla nostra regola.

La dottoressa Chiara Scola riceve presso il suo studio pedagogico familiare Il Sorriso 51 a Milano. Per maggiori informazioni chiara.scola@hotmail.it. Telefono 340-0767669. www.chiarascola.wix.com/studioilsorriso

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  • Commento inserito da Angela il 21 luglio 2016 alle ore 11:05

    Mi piacerebbe che nei vostri articoli metteste un po' in guardia i genitori rispetto all'accesso a telefoni e giochini ai bambini. Sono tanti gli elementi pericolosi da non sottovalutare: il contatto con la realtà, le difficoltà di relazione, la dipendenza, i possibili disturbi agli occhi e del sonno, l'abitudini ad eccitanti, i problemi per la postura, ecc. Sia dal punto di vista fisico sia da quello relazionale gli smartphone non sono strumenti ininfluenti. Iniziamo a usare la testa e a invitare i genitori a non accettare tutto ciò automaticamente come "normale". Consideriamo anche che molti giochi preparano i bimbi al gioco d'azzardo, soprattutto quando ciò che diverte non è il gioco in sé, ma i premi, bauli, elisir, monete, ecc che ricevo semplicemente stando lì...

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