Mani, piedi, bocca: l'infettiva dell'estate

Malattia esantematica tipica della prima infanzia (generalmente colpisce i bambini del nido e quelli in età prescolare), si caratterizza per la comparsa di vesciche (esantemi, appunto) nella zona della bocca, delle mani e dei piedi. Ha un decorso benigno.

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Sebbene non rientri tra le più note (e temute) malattie esantematiche (che si manifestano, cioè, con la comparsa di esantemi o eruzioni cutanee) dell’infanzia, la mani piedi bocca è una malattia infettiva che colpisce soprattutto i bambini molto piccoli, generalmente in età prescolare, particolarmente quelli che frequentano nidi e scuole di infanzia dove il rischio di contagio è maggiore.
È causata da un virus, il virus coxsachie A16, che si manifesta maggiormente nei mesi caldi, da maggio a settembre ed è caratterizzata dalla comparsa di piccole vescicole che si concentrano nella zona della bocca, del cavo orale, delle piante e del dorso dei piedi, dei palmi e del dorso delle mani. Da cui il buffo nome con il quale è comunemente conosciuta.



COME AVVIENE IL CONTAGIO
Sebbene non sia una malattia particolarmente contagiosa, lo diventa negli ambienti chiusi frequentati da tanti bambini. È per questo che è particolarmente temuta al nido e alla scuola materna.

Il contagio avviene per via aerea, per contatto diretto attraverso secrezioni nasali e saliva (colpi di tosse, starnuti…) nella prima fase della malattia; tramite il contatto con le feci dei pazienti infetti nelle fasi conclusive della stessa.
Dal momento del contagio, il periodo di incubazione va da 3 a 6 giorni prima che facciano la comparsa i primi sintomi.

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SINTOMI E DECORSO
Dopo un periodo di incubazione che, appunto, va dai 3 ai 6 giorni, la malattia può manifestarsi con febbre (che, però, può anche essere assente e che difficilmente supera i 38, 38° e mezzo), malessere diffuso, scarso appetito, faringite e, in alcuni bambini, dolori addominali.
Quindi, fanno la loro comparsa le prime eruzioni cutanee, che normalmente si concentrano nella zona della bocca, del cavo orale, delle mani e dei piedi e, talvolta, anche del culetto.
Si tratta di piccole vescicole che in linea di massima non provocano eccessivo prurito che tendono a scomparire senza lasciare traccia nell’arco di una settimana/10 giorni. Più dolorose, invece, le ulcere del cavo orale, spesso responsabili dell’inappetenza del bambino e della difficoltà a ingerire liquidi.
L’unica vera complicanza, infatti, della mani piedi bocca è rappresentata dal rischio di disidratazione del bimbo, dovuto proprio al dolore provocato dalle vescicole nella bocca con la conseguente difficoltà a bere.
Si consiglia, a questo proposito, un’alimentazione liquida, fredda (evitare brodi e minestre) cercando di idratare il bambino senza, però, forzarlo a mangiare.
Il virus viene eliminato con le feci anche un mese dopo il primo contagio. Ecco perché la malattia può essere pericolosa anche a distanza di giorni dalla scomparsa dei sintomi iniziali.

TERAPIA
Dato il decorso benigno della malattia, non esiste una terapia specifica. Si consiglia, eventualmente, paracetamolo qualora la febbre dovesse risultare particolarmente fastidiosa o dovesse salire eccessivamente e antistaminici in caso di prurito. Inoltre, si raccomanda la massima igiene per le vescicole per evitare che si infettino.

LA MANI PIEDI BOCCA È PERICOLOSA IN GRAVIDANZA
Del tutto innocua normalmente, al massimo fastidiosa, la mani piedi bocca è particolarmente pericolosa in gravidanza. Ha un andamento subdolo e può manifestarsi con sintomi tardivi e poco specifici. Il rischio più grave è rappresentato dalla comparsa di un anasarca fetale, ossia dall’incremento di liquido negli interstizi con accumulo dello stesso nel cavo addominale, sottocutaneo e nella cavità pleurica, e dall’aumento del volume del liquido amniotico.
Poiché non esiste una cura preventiva, il consiglio per le donne incinta, è di tenersi lontane quanto più possibile da persone infette e se proprio non fosse possibile di adottare tutti i sistemi di prevenzione dettati dal rispetto delle buone norme igieniche (lavarsi spesso le mani, evitare il contatto diretto con le feci di un bambino malato anche nel mese successivo alla guarigione, evitare il contatto con il muco o il catarro, eventualmente, per la prima settimana del virus, indossare una mascherina).
Nel caso in cui si sia venuti a contatto con persone infette, è bene eseguire ecografie ravvicinate per controllare il buon andamento della gravidanza e tenere sotto controllo la temperatura corporea in modo costante.

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