Qual è il ruolo dei genitori quando i fratelli litigano?

Quale dovrebbe essere il ruolo di un genitore durante un litigio tra fratelli? Quali sono le componenti di cui tenere conto? Come andrebbe gestito lo scontro?

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Qual è il ruolo dei genitori quando i fratelli litigano?


Quante volte è capitato di sentire i propri figli alle prese con un litigio furibondo, per le più svariate motivazioni, dal gioco conteso al programma in televisione, dal non aver voglia di compiere quella determinata mansione al fare un dispetto all'altro?
Ed ecco che le mamme e i papà entrano in quel labirinto di domande e dubbi sulla correttezza del mettere bocca nello scontro o sul lasciare che i figli sistemino la situazione da sé.



É doveroso sottolineare che il litigio riguarda un passaggio necessario e naturale vissuto dai bambini, poiché veicolo di crescita sia in relazione al loro aspetto psicologico che a quello caratteriale. Attraverso la discussione, infatti, si approda a un confronto che può andare nel verso dello scontro, ma che rimarrà funzionale per lo sviluppo delle parti coinvolte.

Il ruolo del genitore diventa fondamentale, poiché può permettere il giusto contenimento degli eventuali eccessi, ovvero l’alta frequenza delle divergenze tra i bambini e la possibilità che uno dei due attori del sistema assuma il ruolo di vittima, innescando moti di aggressività e danni fisici oltre che morali.
Nel momento in cui avviene il litigio tra fratelli sarebbe importante ascoltare le voci di ambedue i soggetti coinvolti, affinché il genitore non si schieri da un lato solo né assuma i panni del ricercatore di colpevolezza. Dare parola ai figli risulta un passo importante nell’accoglienza delle loro ragioni e delle loro esigenze, per farli sentire sullo stesso piano affettivo e relazionale, liberi di esprimersi appieno, senza alimentare competizioni e malumori tra i due.

Il genitore, quindi, si potrebbe porre come mediatore del conflitto e non come arbitro giudicante, dando spazio ai bambini e facendo sì che essi si incontrino in un accordo comune; quest’ultimo diventa il perno della comunicazione relazionale tra i due soggetti e si pone come frutto di soluzioni dettate dall'autoregolazione.
Infatti, se la mamma o il papà fornissero soluzioni pronte e pianificate, il senso del litigio perderebbe il suo valore, riproducendo un circolo vizioso di conflitti. É bene lasciare che i fratelli si parlino tra loro, dopo essersi calmati, arrivando a incontrarsi in un punto comune, fatto di ascolto e compromesso, in cui si sappia trovare una giusta mediazione e si possa imparare a chiedere scusa all'altro. Diventa importante, come viene scritto in Fratelli (di A. Mastroleo, M. Mazzoni), non intervenire su atti di prepotenza tra fratelli con ulteriore violenza e aggressività. Spesso, infatti, la prepotenza è la risultante di una convivenza difficile per uno dei due fratelli, come avviene quando il maggiore deve svolgere i compiti per casa, mentre il minore è libero di giocare.
In queste situazioni conflittuali risulta rilevante porre dei limiti e delle regole che accolgano le richieste di entrambi, oltre a comprendere le dinamiche sottostanti lo scontro, mettendosi in una posizione di ascolto e accoglienza dei propri figli, nel rispetto delle loro persone e delle loro ragioni.

Per maggiori informazioni:
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo d'Aosta 6 - Milano
info@pollicinoonlus.it
www.pollicinoonlus.it
Numero Verde: 800.644.622
 

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