Quando dire ai bambini che ci si sta separando

Ecco perché, secondo la dottoressa Chiara Corte Rappis, nel momento di una sperazione, è fondamentale non trovare una formula di comunicazione che sia universamente valida, ma qualcuno di esterno che accompagni la famiglia e la aiuti a superare la momentanea difficoltà. Soprattutto quando tra le persone interessate ci sono dei bambini. 

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di Chiara Corte Rappis

Vorrei partire da una domanda portatami in sede di un percorso psicopedagogico: secondo lei dottoressa, quale è il momento adeguato per comunicare ai nostri figli la decisione di separarci?.
Come ho detto, volevo partire da una domanda molto diffusa e comune, per precisare che nessuna famiglia è uguale all'altra, nessuna coppia o ex-coppia può essere presa come prototipo da seguire e sul quale e con il quale confrontarsi.


Quindi, è assolutamente imprescindibile, importante e necessario conoscere le dinamiche esistenti in quello specifico, unico e irripetibile nucleo familiare.
É, perciò, altresì importante ed efficace parlare con un clinico o consulente familiare per trovare con lei/lui le risposte alle molteplici domande che nascono e si sviluppano nel momento della separazione.

Quando da soli non riusciamo a trovare quelle risposte e tutto ciò che cerchiamo di fare insieme ad altri membri di quel nucleo familiare non riesce a essere risolutivo e, anzi, la situazione sembra farsi più complessa e difficile di quello che in realtà è, necessitiamo di un persona esterna a quel nucleo familiare, professionalmente preparata ad affrontare con noi in un percorso psicopedagogico un momento di dubbio, di ansia, di difficoltà, di sofferenza, quale è quello di una separazione. Come per qualsiasi altro problema, dolore, dubbio o sofferenza fisica ci rivolgiamo allo specialista di quello specifico settore della scienza medica, così quando siamo presi da dubbi che riguardano le nostre relazioni, necessitiamo di un dottore dell’anima, che sia lì ad accoglierci, ad ascoltarci per trovare con noi la soluzione più consona passo dopo passo.

Come dicevo all’inizio, ogni famiglia è diversa dall’altra perché ciascuno di noi porta con sé una sua particolarità come soggetto, inoltre ha una storia familiare diversa da tutte le altre; tutto ciò fa sì che ciò che va bene per un nucleo familiare non sia adatto per un altro.
La soluzione che funziona in una separazione, non funziona per un’altra. Chi dice io mi salvo da solo non ho bisogno di nessuno che mi aiuti ad elaborare un momento difficile, fa ricadere la sua decisione su tutti gli altri membri della famiglia (zii, nonni, cugini) e soprattutto figli, che non hanno in quel momento alcun potere decisionale, ma che dovranno più tardi e con maggior sofferenza, elaborare ciò che avrebbe dovuto essere affrontato dai genitori.

Ogni bambino, poi, è diverso dall’altro per temperamento, carattere, sensibilità e necessita di essere ascoltato da mamma e papà, perché possano trovare per lei/lui il momento più adatto per comunicare loro una decisione di separazione, con l’accoglimento e il contenimento che la comunicazione provoca in un quel bambino/a, ragazzo/a.
Ma se mamma o papà si lasceranno accompagnare in questo momento di criticità, tutto sarà più lineare. Tutti i membri della famiglia ne trarranno giovamento, sentendosi protetti, accolti, riconosciuti nell’espressione del proprio sentire e pensare. Nessuno si sentirà escluso, abbandonato a se stesso, alle proprie paure reali o immaginarie; ma curato nelle sue piccole o grandi ferite.

Per scrivere o contattare la dottoressa Chiara Corte Rappis è possibile scrivere all'indirizzo chiara.corterappisATyahoo.it oppure telefonare al numero 349-7898300. Per maggiori informazioni, è possibile anche consultare il sito www.spazioeterotopico.it

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