Tecnologia per i bambini? Sì, ma quella giusta

Una ricerca Nielsen presentata a Milano evidenzia come le mamme siano all'avanguardia nell'utilizzo della tecnologia. Le mamme e i figli, anche i più piccoli.


Una ricerca Nielsen presentata a Milano evidenzia come le mamme siano all'avanguardia nell'utilizzo della tecnologia. Le mamme e i figli, anche i più piccoli.
LE MAMME E IL WEB


Il 61% delle mamme possiede uno smart phone, il 25% un tablet. La penetrazione di questi device tra le mamme è 1,2 e 1,5 volte superiore a quella delle donne della stessa età.

 

Questo è uno di primi risultati emersi dalla ricerca Nielsen condotta insieme a Nostro Figlio su oltre 2000 mamme in età compresa tra i 25 e i 44 anni.


A domanda su 'a cosa non potrebbero mai rinunciare', le intervistate in più del 50% dei casi hanno risposto Pc o Smart Phone, mentre la televisione è solo al terzo posto (ci rinuncerebbe quasi l'80% delle mamme).
Il fenomeno diventa chiaro se si approfondisce l'uso che le mamme fanno dallo strumento web. Sono collegate  tre ore e mezzo in media al giorno utilizzano il web per ottimizzare il tempo a disposizione: dal commercio elettronico, ai siti di couponing, al banking online. La strategia è chiara ed è volta al duplice obiettivo di ottimizzare il budget familiare e i tempi della giornata.

Sembra quasi quindi essere la maternità a spingere molte donne  a utilizzare sempre di più il web. La navigazione sul web avviene sia da pc fisso che da mobile (smart phone, tablet), ma in realtà si tratta di due tipi di navigazione diversi. Mentre quella da fisso si caratterizza in un tempo 'dedicato' della mamma a approfondire argomenti che le interessano, nel caso del mobile si tratta di momenti 'ritagliati', per sfruttare, ad esempio, i tempi di attesa nelle code o degli spostamenti.

Al primo posto nelle attività svolte c'è la navigazione nei siti per l'infanzia (74%), seguita subito dopo dall'attività sui social network (72%), questi ultimi prevalentemente tramite mobile e comunque in percentuale significativa per condividere foto, video e stati particolari legati ai propri bambini. Le mamme, infatti, non sembrano molto preoccupate da problemi di privacy, visto che solo una su cinque si dichiara molto d'accordo nel ritenere i social networks una rinuncia alla propria riservatezza.

La cosa più sorprendente però è che più di metà delle mamme dichiara di utilizzare internet insieme al proprio figlio e più di metà di coloro che possiedono un tablet afferma di lasciarlo usare al proprio bambino. Molti bambini iniziano a usare Smart Phone o Tablet a partire dai due anni.

Anche se in questo caso ben l'80% teme che questo utilizzo possa creare dipendenza.
Mentre infatti questi device svolgono sempre più un ruolo 'baby sitter' che negli ultimi tempi era appartentuto alla televisone, c'è la preoccupazione che alcune attività possano creare una tendenza all'isolamento o possano essere abusate.

Il problema, come per la televisione, si risolve agendo sia sulla quantità del tempo concesso ai bambini per gioare, sia sulla qualità dei giochi.

A questo problema si sforza di rispondere JekoLab, una società che, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Torino, sviluppa App per bambini con la missione di creare ambienti ricchi di stimoli e messaggi, con il giusto grado di interazione ma anche di divertimento. Le App sono studiate anche in termini di colori utilizzati, movimenti delle immagini, linguaggio dei personaggi.

L'ultima nata è Talking Jeko, http://jekolab.com/talking-jeko/ una App parental control gratuita già disponibile sull'App Store che, tra le altre cose, insegna ai bambini, con l' aiuto dei genitori a gestire il tempo che passano a giocare, tramite l'utilizzo di monetine che i genitori mettono a disposizione dei bambini.

Insomma, un ritorno alla nostra infanzia, quando per giocare con un gioco elettronico, dovevamo prima implorare per ore i nostri genitori per un soldino!

Jack il Jeko parlante


Un fantastico viaggio tra i più divertenti cartoon di tutto il mondo, alla scoperta di nuove lingue e di culture lontane. E' questa la filosofia di 'Planet Kids', il nuovo canale che andrà ad occupare la posizione 620 del bouquet Sky*, dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, e in onda in esclusiva sulla piattaforma a partire dal 15 ottobre. Il palinsesto proporrà una selezione delle migliori serie animate presenti sul mercato internazionale, sempre trasmesse in doppia lingua (italiano e lingua originale), oltre a serie tv per ragazzi di grande successo, mini-corsi sulle più diffuse lingue straniere e news sugli argomenti più interessanti per i giovani telespettatori. Il canale, prodotto da Verticon, offrirà inizialmente cartoon e programmi in 7 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, finlandese, ebraico e cinese), che aumenteranno in futuro con le nuove programmazioni. 'Con la nostra proposta editoriale, intendiamo spiegare ai bambini che la diversità linguistica e culturale è un valore positivo', spiega il direttore artistico, Angelo Poggi, 'e che tale diversità può diventare elemento di divertimento, conoscenza e aggregazione'.

Le trasmissioni di 'Planet Kids'prenderanno il via lunedì 15 ottobre, alle ore 7, con la serie neozelandese 'The WotWots', che racconta (con una tecnica mista di animazione 3D e riprese live) le avventure di due simpatici extraterrestri alla scoperta dello straordinario mondo degli animali. Questa serie sarà disponibile in italiano e in inglese. Seguiranno poi altre serie animate di grande successo, come 'Scuola di Vampiri', 'Red Caps', 'Carl Squared'e 'L'Ispettore Gadget'. Andrà anche in onda la serie tv 'Galis Summer Camp', un appassionante live action prodotto in Israele (trasmesso in italiano e in lingua ebraica) sulla fantastica avventura di tre ragazzi impegnati nella ricerca di un tesoro magico in una foresta. Presto prenderanno anche il via le 'Kids News', con rubriche di attualità e reportage sulle tendenze giovanili, gli animali, lo sport, la musica e molto altro ancora.

Un'altra grande novità di 'Planet Kids'è rappresentata dai corsi di lingue 'in pillole'. Il primo sarà 'Let's Go Hang', un corso base di cinese mandarino a cartoni animati, che consentirà ai bambini italiani di familiarizzare con le nozioni elementari di questa lingua. Seguiranno altri mini-corsi di arabo, spagnolo e inglese. 'L'obiettivo è duplice e molto importante in una società sempre più multiculturale come la nostra', spiega Angelo Poggi. 'Da una parte, i bambini italiani potranno familiarizzare con le più diffuse lingue estere, seguendo i nostri mini-corsi e anche ascoltando i cartoon nella lingua originale. Dall'altra, i tanti bambini stranieri presenti in Italia potranno vedere le serie animate dei paesi d'origine anche nella loro lingua madre. E' insomma un modo per favorire l'integrazione tra culture diverse, ma anche per consentire ai bambini di altri Paesi di mantenere un legame con le loro origini'.

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