5 consigli per affrontare il problema dell'enuresi - Età scolare - Bambinopoli





5 consigli per affrontare il problema dell'enuresi

Con i bambini enuretici, arrabbiarsi, gridare e disperarsi non serve a nulla. Quando il bimbo bagna il letto è fondamentale, invece, armarsi di pazienza, chiedere aiuto a un esperto, utilizzare gli strumenti giusti per alleviare il fastidio e adottare una strategia. Ecco 5 consigli per chi si trova ad affrontare adesso il problema.

Articoli Correlati


L'enuresi è un problema. Lo è per il bambino che si trova a vivere una situazione di disagio in una fase della vita in cui più forte è il bisogno di emanciparsi e il desiderio di autonomia, e lo è per i genitori, spiazzati di fronte a un qualcosa che è difficile da classificare e inquadrare: problema medico, difficoltà psicologica, mancanaza di impegno, scarsa buona volontà, sensi di colpa.
E sì. Perché di fronte a un bambino che bagna il letto in avanzata età prescolare o, peggio, in età scolare, le domande che ci si pone sono infinite così come i dubbi, le paure e la difficoltà di adottare una strategia.


Strategia che, invece, sarebbe auspicabile, per avere una condotta comportamentale unica che non confonda ulteriormente il bimbo e gli fornisca delle sicurezza alle quali aggrapparsi.

Innanzitutto, è bene ribadire un concetto fondamentale: i bambini non si fanno la pipì a letto per mancanza di buona volontà, per dispetto o per ripicca

Sgridarli, quindi, punirli, umiliarli non solo non serve. Ma, addirittura, risulta essere controproducente.

Perché, dunque, i bimbi bagnano il letto?
Cominciamo con qualche dato: prima dei 7 anni qualche episodio di pipì a letto è assolutamente normale. Non deve preoccupare e non deve essere eccessivamente enfatizzato.
Si parla, invece, di enuresi, quando gli episodi di pipì a letto non sono sporadici, ma si ripetono notte dopo notte in modo continuativo. Si parla di enuresi primaria quando il bambino non hai mai smesso di bagnare il letto. Di enuresi secondaria quando, dopo un lungo periodo asciutto, il piccolo è tornato a farsi la pipì addosso.

L'ENURESI DALLA PARTE DEI GENITORi. 5 CONSIGLI PER AFFRONTARE IL PROBLEMA
Che fare, dunque?
Ecco 5 consigli pratici per affrontare il problema con calma e ragionevolezza senza farsene travolgere.
  1. Trasformate il momento della nanna in una piacevole routine: un bagno, la lettura di una fiaba, le coccole prima della nanna... Sono tutti momenti ritagliati insieme al bimbo e che trasformano in un rituale la fase dell'addormentamento favorendo il rilassamento.
  2. Abbiate aspettative ragionevoli: la pipì a letto è un fenomeno molto più diffuso di quanto si potrebbe pensare. Non pretendete di risolvere il problema nel giro di qualche giorno. Siate calmi e abbiate pazienza. Prima o poi il bambino imparerà a controllarsi e a riconoscere lo stimolo.
  3. Siate preparati: utilizzate sempre delle traversine sul materasso per evitare che si bagni, tenete a portata di mano un cambio completo di lenzuola e biancheria e, all'occorrenza, usate le mutandine assorbenti usa e getta Drynites® (sul sito www.drynites.it è possibile richiedere un campione omaggio che sarà inviato con un buono sconto per il prossimo acquisto)
  4. Abbiate cura di voi stessi: sembra un consiglio poco sensato data la situazione ma, alla lunga, torna utile. Dormire a sufficienza, essere sufficientemente preparati, aiuta durante le interruzioni notturne del sonno dovute al cambio delle lenzuoale ed è fondamentale per avere la serenità mentale per affrontare al meglio il problema.
  5. Non vergognatevi: premesso che l'enuresi tende a risolversi con l'età dell'adolescenza, è fondamentale che mamma e papà trovino il modo per parlare del problema del loro bambino, consultandosi con il pediatra e confrontandosi con altri genitori o con i genitori di bambini affetti dallo stesso problema. In questo modo anche il bimbo non avrà la sensazione di doversi nascondere, ma riuscirà ad affrontare il problema più serenamente.

Le mutandine assorbenti usa e getta Drynites® sono disponibili con due diverse fantasie, colorate e ispiratie al mondo dei cartoni tanto amato dai più piccoli: Spiderman per i supereroi, Frozen per gli appassionati delle avventure della principessa dei ghiacci.
Qualunque strategia decidiate di adottare, infatti, è fondamentale che il bambino non si senta punito e che si viva la situazione nel modo più tranquillo e naturale possibile.

Per chiedere informazioni e per ricevere a casa il campione omaggio con il buono sconto per il prossimo acquisto www.drynites.com.

Questo articolo è sponsorizzato.

 

Commenta questo articolo
  • Commento inserito da bergamini vanessa il 20 maggio 2016 alle ore 10:35

    vorrei sottolineare l importanza dell aspetto psicologico legato a questo problema e di come si possa avere un valido aiuto dalla psicoterapia e dalla floriterapia.

Ricetta della settimana

Forse ti potrebbe interessare
Compiti-delle-vacanze-2018

É già tempo di compiti delle vacanze

La scuola è appena finita ed è già tempo di compiti delle vacanze? Per alcuni bambini si. E di seguito ve ne indichiamo le ragioni.

continua »
Redooc-compiti-vacanze-al-mare

Chi ha paura dei compiti delle vacanze?

Sebbene la scuola non sia ancora finita, ecco alcuni consigli per organizzarsi al meglio con i compiti delle vacanze. Redooc, infatti, offre una soluzione a portata di clic per renderli meno “ingombranti” e più divertenti!

continua »
Proteggere-bambini-rete

5 regole per proteggere i nativi digitali

Utilizzano tablet e smartphone ancor prima di imparare a leggere e scrivere e sono perfettamente in grado di usare internet per studio o divertimento. Anche i nativi digitali, però, vanno protetti dai rischi che la rete comporta. Ecco alcuni consigli per farlo. 

continua »
Totoro

Buon compleanno Totoro

Il mio vicino Totoro compie 30 anni e a tutt'oggi rimane un vero e proprio capolavoro della cinematografia dell'infanzia, in grado di emozionare i bambini di tutte le generazioni. Ecco le ragioni del successo. 

continua »
Cerca altre strutture






Ricetta della settimana

I piú cliccati
Seguici sui network