Crescere attraverso il gruppo

Entrare a far parte di un gruppo qual è quello degli scout rappresenta per un bambino un'ottima occasione di crescita. Ce ne parla la dottoressa Chiara Corte Rappis.

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Il mondo contemporaneo è teatro di grandi trasformazioni e di cambiamenti repentini.
Quello che oggi ha valore, domani verrà superato da qualcosa di più moderno, tecnologicamente più avanzato in grado di garantire un aggiornamento migliore. Nonostante questa corsa all’inseguimento della moda e a tutto ciò che sembra necessario possedere, fare e frequentare per stare al passo con i tempi e con tutti gli altri, c’è ancora qualche spazio e qualche luogo, sempre uguale, dove prima i bambini e poi i ragazzi possono formare carattere e personalità, acquisire capacità tecnico manuali anche in vista del futuro; luoghi nei quali i giovani si possono sviluppare fisicamente in modo equilibrato e armonico, dove imparano a conoscere, contemplare, amare, rispettare la natura e le sue barriere, a conoscere e costruire rapporti con gli altri ispirati al rispetto e al dialogo fraterno, ad accostare l’altro più bisognoso e meno fortunato con il quale fare esperienze di solidarietà.


 
MONDO SCOUT

Gli spazi dove poter fare queste esperienze sono certamente meno numerosi e meno visibili di un tempo, non fanno notizia, non sono quasi mai riportati su quotidiani e riviste e non catturano l’interesse e l’attenzione dei mezzi mass-mediali, ma esistono ed è necessario cercarli e ri-scoprirli in qualche risacca dei mari in tempesta che sono le nostre grandi e caotiche metropoli.
Uno di questi luoghi e spazi nascosti dove fare esperienze di vita è il movimento scoutistico che accoglie con la sua disciplina e le sue regole già i bambini dagli otto ai dodici anni, poi accompagna i preadolescenti dai dodici ai sedici anni e da ultimo prepara e forma gli adolescenti o giovani dai sedici ai ventuno.


Qui il bambino attraverso l’esperienza del gioco e dell’avventura, educa i sensi e l’intelletto, esercita il corpo rendendolo forte e robusto, fa uso della ragione e alimenta la capacità critica attraverso discussioni di gruppo, sviluppa la fantasia, l’immaginazione e lo spirito creativo cercando di risolvere i piccoli problemi della vita di tutti i giorni.
E ancora i bambini, attraverso l’appartenenza a un gruppo scout, imparano a vivere in comunità, a cooperare e a collaborare con altri per il raggiungimento di scopi comuni, imparano a lavorare con le mani: a montare una tenda, a cucinare, a lavare i piatti, a leggere una mappa geografica per orientarsi nei sentieri di montagna, a sopportare la fatica, il freddo, a esercitare la pazienza e la volontà (che è la capacità di stare nelle cose nonostante le difficoltà e gli ostacoli), a gioire di una bella giornata e a soffrire per il dolore di un amico; perché è a questa età che si intrecciano quelle amicizie cosiddette eterne e che la vita associativa valorizza notevolmente.
Attraverso questa e altre esperienze di gruppo i bambini imparano a conoscere, ad amare e a rispettare la natura e l’ecosistema, scoprono il valore della solidarietà e cominciano a conoscere e a rispettare l’altro sia esso straniero e disabile.
Silvia Vegetti Finzi scrive:
Valori quali la solidarietà, la collaborazione, la cooperazione non servono solo ad aiutare il prossimo ma anche se stessi. I legami che hanno senso non limitano l’Io ma gli danno forza e significato.
Rapportarsi e coinvolgersi in una relazione implica il riconoscimento e la scoperta di non bastare a se stessi e di essere interdipendenti.

Per scrivere o contattare la dottoressa Chiara Corte Rappis è possibile scrivere all'indirizzo chiara.corterappisATyahoo.it oppure telefonare al numero 349-7898300. Per maggiori informazioni, è possibile anche consultare il sito www.spazioeterotopico.it

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