Genitori oppressivi e onnipresenti e figli bamboccioni

Troppe attenzioni verso i figli. Incapacità di lasciarli liberi di provare e sperimentare. Questo il problema di moltissimi genitori moderni. Ce ne parla Mamma vera

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Tutti sappiamo a chi ci si riferisce quando si parla di 'bamboccioni' e su di loro si è detto molto. Ciò che, forse, ancora non si sa è che anche i bambini di oggi, quelli che saranno i giovani adulti del futuro, rischiano di diventarlo.
Ho letto ieri, infatti, una notizia che accusa noi genitori (sì, mi ci metto anch'io!) di coprire di attenzione i nostri figli a tal punto da non permettere loro di crescere e maturare nei modi e nei tempi giusti. Li opprimiamo con la nostra costante presenza, in ogni momento della giornata. Li accompagniamo a scuola e li andiamo a prendere caricandoci sulle spalle i loro zaini. Li portiamo al parco giochi che, pur essendo sotto casa e in un luogo sicuro, noi consideriamo pieno di insidie e pericoli. Impediamo loro qualsiasi tipo di fatica o di sforzo. Insomma, l'elenco potrebbe continuare all'infinito.


Ho usato sempre il 'noi' perché anche io sono una mamma e, pur non essendo ansiosa, sicuramente ho le mie colpe.
Sarei andata avanti ad accompagnare mio figlio fino al portone della scuola se lui non avesse manifestato il desiderio di andarci da solo. Avrei continuato all'infinito ad asciugare i capelli a mia figlia, per la paura del contatto con l'acqua o con la corrente, se lei non mi avesse chiesto di 'giocare al parrucchiere' e invertire i ruoli.


Per non parlare del piccolo! Essendo l'ultimogenito, rimane ai miei occhi più piccino di quanto non sia, perciò ho dovuto osservare i suoi coetanei per rendermi conto che, ormai, era tempo di dargli il permesso di fare giochi 'da grandi' e allentare la presa.

Sono contenta che i miei figli mi abbiano aperto gli occhi, perché mi hanno fatto capire che, con il mio comportamento e la mia presenza ossessiva, rischiavo di minare la loro autonomia e tarpare le ali della loro personalità.
I bambini, di qualsiasi età, sono individui con caratteri ed idee ben definiti. Decidere per loro, anche con le migliori intenzioni, può precludere il loro sviluppo e sottrarli a una consapevolezza del mondo che li circonda.
La nostra esperienza può rappresentare un aiuto o un supporto in casi di vera emergenza ma, se vogliono correre più veloci della luce o arrampicarsi su un albero, lasciamoglielo fare. Suderanno, si sbucceranno un ginocchio o si graffieranno un braccio, questo è certo. Lo sappiamo perché è successo anche a noi, ma siamo sopravvissuti!
L'unica cosa giusta da fare è lasciarli volare, proprio come un uccello che spiega le ali e assapora la libertà. Sarà bello assistere al loro viaggio e sarà ancora più bello per loro intraprenderlo, consapevoli che noi veglieremo sempre. Con discrezione, però.

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