La recita di Natale

Forse sono mal recitate. Poco professionali. Un po' sistemate alla bell'e meglio. Ma le recite di Natale rappresentano per i bambini un'occasione di crescita e un banco di prova per rafforzare la propria autostima. Ce ne parla Mamma Vera

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di Vera Moretti
Il periodo natalizio è anche scandito dalle recite a scuola e all'asilo. E anche io, mamma di tre figli, non mi sottraggo a questa maratona!
Ieri è toccato a mio figlio piccolo, che frequenta la scuola materna, inaugurare i festeggiamenti e, come sempre, mi sono commossa.


Trattandosi di bimbi piccoli, hanno cantato una canzoncina, animandola con i gesti. Tutto molto semplice, ma, forse per questo, ancora più apprezzata.

In questi giorni, le polemiche circa la possibilità di vietare canzoni religiose nelle recite natalizie erano state tante, e temevo che anche mio figlio avesse dovuto imparare una canzone che del Natale spiegava tutto tranne il suo vero significato. Fortunatamente, le maestre sono riuscite a stupirci, scovando una filastrocca che, pur non facendo riferimento esplicito a Gesù, metteva in luce l'importanza di sentimenti profondi, quali l'amicizia, l'amore, la pace e la fratellanza che, cantati dai bambini, assumono un significato ancora più alto.

Qualche genitore aveva dei dubbi, perché si chiedeva se davvero i bimbi capivano cosa stavano cantando. Forse non tutto, è vero, ma si tratta di un inizio da cui partire per affrontare argomenti essenziali per la crescita, sia a scuola sia a casa.
Esisteva, poi, un'altra polemica riguardo le recite scolastiche, soprattutto all'asilo.
Si temeva che bambini così piccoli non ce la facessero a reggere l'emozione di cantare davanti ad un 'pubblico' così vasto. Vedere mio figlio entrare in scena con il faccino serio e impacciato mi ha sicuramente toccato, ma è stata questione di un attimo, perché quasi subito il suo viso si è illuminato, è andato al suo posto e ha cantato dall'inizio alla fine con il sorriso. Non è detto che, in questi casi, evitare sia meglio di affrontare. vero, avranno tempo per combattere la timidezza e tenere a bada la sensibilità, ma perché non cominciare prima, con una semplice e banale filastrocca, invece di aspettare eventi più importanti e più carichi di tensione?
Ogni piccolo scalino, a qualsiasi età, se superato aiuta ad alimentare un autostima che, altrimenti, essendo fragile, si sgretolerebbe al minimo soffio. Invece, quando, alla fine della rappresentazione, tutti i bambini sono stati accolti da un applauso fragoroso, erano orgogliosi e fieri di aver fatto un buon lavoro, lodati dalle maestre e coccolati da noi genitori.

E oggi, sono sicura, sono diventati più grandi di ieri.

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