Parolacce e volgarità: come comportarsi

Le sentono a scuola, in televisione o su YouTube, dai fratelli più grandi. Parolacce, volgarità, allusioni sessuali girano sulla bocca dei bambini. Come comportarsi?

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Parolacce e volgarità: come comportarsi



Che le diciate o no, che siate sempre stati molto rigidi in merito o no, le parolacce prima o poi entreranno in casa vostra, presenti nei discorsi e nelle espressioni ei bambini che le sentono a scuola, le imparano in televisione o su YouTube, le ereditano dai fratelli più grandi.


Non serve stupirsene e non occorre essere ipocriti: le volgarità fanno parte della società da sempre e per i più piccoli rappresentano da un lato un terreno di emoluzione, dall'altro di sfida contro i genitori e gli insegnanti, dall'altro ancora di fascino verso il proibito.
È importante, quindi, di fronte a un bambino che dice parolacce , sapere come comportarsi, per non alimentare questo meccanismo e al contempo per bloccare sul nascere un comportamento poco educato.

COME COMPORTARSI

Arrabbiarsi, minacciare, mettere in castigo... Tutte reazioni naturali di fronte a un bimbo volgare, ma che servono veramente a poco.
È fondamentale, innanzittutto, mantenere la calma, non mostrare il proprio disappunto in modo eccessivo (per evitare che, appunto, la parolaccia si trasformi in uno strumento per sfidarci) e dare delle spiegazioni.
Che fare, dunque?
  • Dare un contesto: siete proprio sicure che vostro figlio conosca il significato della parola che sta usando? Siete certi che sappia cosa sta dicendo e che usi davvero quella parola in modo appropriato? Ovvio che per alcuni intercalare la risposta è si. Ma esistono espressioni molto più gravi che, forse, andrebbero spiegate e contestualizzate. Soprattutto quelle relative alla sfera sessuale. Spiegate al bambino esattamente il significato della parola, cosa vuol dire e come si può utilizzare. Non impeditegli di dirla, ma fategli capire che fuori contesto, quella parola non ha valore e risulta ridicola. Insomma, sminuitene l'utilizzo di fronte ai suoi occhi. Fatelo sembrare ridicolo piuttosto che 'grande', o di tendenza.
     
  • Nessuna ipocrisia: se in casa le parolacce si dicono e il bambino le ascolta (per esempio, in macchina quando guidate, durante i litigi, al telefono, dal fratello/sorella più grandi, non ha senso che improvvisamente vi spacciate per integerrimi. Il bambino deve sapere che le parolacce, talvolta, possono scappare e si possono dire. Ma che le stesse parole su un adulto e su bambino di 9/10 anni sortiscono un effetto diverso e lui risulta ridicolo. Anche in questo caso, l'importante non è proibire, ma contestualizzare.
     
  • Sostituzione: provate a chiedere al bambino di sostituire la parolaccia con un sinonimo o, nel caso degli intercalare, anche con una parola di sua invenzione. Scoprirà che questo lo renderà unico e speciale di fronte a un gruppo massificato che parla nello stesso modo. 


QUANDO LA PAROLACCIA SERVE PER FARE I BULLI

Per alcuni bambini, le parolacce sono lo strumento per bullizzare gli altri, farli sentire inferiori, minacciarli con un atteggiamento da gradassi. Insegnate ai vostri figli a difendersi da queste situazioni, a ricorrere all'intervento della maestra quando gli attacchi sono a sfondo sessuale o la prepotenza è reiterata nel tempo. Spiegate ai vostri figli come ridicolizzare il bullo, come farlo sentire una nullità solo attraverso il dialogo, le risposte, l'ironia.
Intervenite immediatamente di fronte a episodi di bullismo. Non abbiate alcun timore a rivolgervi anche agli insegnanti o alla preside.

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