Rientro a scuola: 6 cose da sapere in caso di contagio

Nonostante l'aumento dei casi in tutta Italia, parrebbe che il rientro a scuola il 14 settembre sarà garantito ovunque. Con le regole ormai note e un esperto covid all'interno delle strutture. E in caso di contagio?

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I casi sono in aumento ma secondo quanto dichiarato dal Ministro Azzolina e dal premier Conte il rientro a scuola rimane una priorità del governo e non dovrebbe subire ritardi rispetto alla data fissata del 14 settembre (il 23 in Emilia Romagna, il 15 Toscana ed Emilia, il 7 la provincia autonoma di Bolzano).


Fissata, quindi, al 1 settembre la riunione del Cts per decidere le regole di utilizzo delle mascherine nelle classi e redatto il documento che consente ai dirigenti scolastici di orientarsi qualora a scuola dovessero svilupparsi dei focolai. Il fascicolo di 25 pagine si chiama Indicazioni operative per la gestione di csi e focolai di Sars-CoV2 nella scuola e nei servizi dell’infanzia e può essere riassunto nei punti che vi riassumiamo sotto. 

IN CASO UN BAMBINO RISULTI POSITIVO AL TEST



Il protocollo da seguire in caso ci sia un sospetto caso di covid tra gli studenti prevede l'isolamento del bambino in un'apposita stanza che le scuole dovranno identificare prima della riapertura e la presa in carico del caso da parte del 'referente interno Covid' che sarà nominato all'inizio dell'anno. Saranno, quindi, avvisati i genitori che dovranno a loro volta avvisare il pediatra o il medico di base che procederà al triage telefonico e indirizzerà le famiglie per fare il tampone. In caso di tampone positivo, le autorità competenti provvederanno a dare inizio all'indagine epidemiologica per stabilire i contatti.

IN CASO DI POSITIVITÀ DI UN INSEGNANTE O PERSONALE SCOLASTICO

La procedura è identica a quella a cui vengono sottoposti gli studenti. La persona sospetta dovrà avvisare il proprio medico di base che, in base alla sintomatologia, la indirizzerà verso il tampone. In caso di tampone positivo, l'Asl darà avvio all'indagine epidemiologica per isolare i focolai.

IN CASO SIA POSITIVO UN GENITORE O UN FAMILIARE STRETTO

In caso di positività al test di un genitore o un famigliare stretto (fratelli, nonni, marito/moglie nel caso degli insegnanti...), il bambino (o l'insegnante) dovrà rimanere a casa in quarantena fino a diversa indicazione e la famiglia è chiamata a specificare il motivo dell'assenza al referente scolastico.
In questi casi, compagni e insegnanti non sono costretti a fare la quarantena e lo studente può proseguire la scuola con la didattica a distanza.

QUARANTENA: A CHI TOCCA?

Sicuramente rimangono in quarantena i casi positivi e i loro famigliari più stretti fino a tampone negativo. Rispetto, invece, alle frequentazioni scolastiche, il referente Covid dovrà fornire un elenco di tutte le persone frequentate nelle ultime 48 ore (e nel caso di un insegnante, di tutte le classi in cui si è mosso negli ultimi due giorni) e sarà la Asl a decidere le modalità di quarantena valutandole di volta in volta in base ai casi. Durante la quarantena sarà attivata la DAD e gli studenti potranno continuare a frequentare le lezioni a distanza.

SANIFICAZIONE E RIENTRO A SCUOLA

in caso di accertata positività al Covid, dovranno essere sanificati tutti i locali frequentati dal bambino e dall'insegnante.
La persona malata può tornare a scuola solo a fronte di guarigione sicura accertata con l'esecuzione di 2 tamponi negativi effettuati nell'arco di 24 ore.

COME VIENE INDIVIDUATO UN FOCOLAIO

L'esperto Covid è tenuto a monitorare la situazione delle assenze in modo tale da poter identificare situazioni anomale con oltre il 40% di studenti (o insegnanti) assenti in un periodo di tempo ristretto. In questi casi, dovrà essere avvisata l'Autorità sanitaria di competenza che provvederà a dare le indicazioni sulla procedura da adottare. In questi casi, potrebbe essere isolata tutta la scuola o solo le classi interessate dal focolaio. A tutti verrà, comunque, chiesto di eseguire il tampone con esito entro le 24 ore. 

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