Tredici. Il perché del successo

Tredici è la serie televisiva di cui si parla adesso. Bloccata in Turchia, trasmessa ovunque con un enorme successo di critica, ha alimentato sin da subito polemiche, tra sostenitori e detrattori. Ma a cosa è dovuto tanto rumore?

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Tredici. Il perché del successo


Tredici (o meglio 13 reason why) è una serie televisiva trasmessa sulla piattaforma Netflix che in brevissimo tempo ha scalato le classifiche di audience facendo ovunque parlare di sé.
Perché tanto successo? E perché tanto rumor?


In fondo è la storia di un gruppo di ragazzini (e adulti) che gravitano intorno a un liceo e di cui seguiamo le avventure sin dai primi minuti di visione. Qual è allora la differenza rispetto ad altre mille serie ambientate nelle scuole?
Innanzitutto, l'incipit.
Sin da subito sappiamo come la storia andrà a finire (la protagonista muore suicida). Nonostante questo, la tensione rimane alta per tutte e 13 le puntate trasformando quello che potrebbe essere un classico plot da teen movie o school drama in un vero e proprio mistero investigativo.

La tensione, l'ansia, la paura che Clay vive ascoltando i nastri sono coinvolgenti al punto che è impossibile non provare le sue stesse emozioni. Le sue stesse paure.
La sceneggiatura, dunque, ben supportata da un'ottima recitazione, è forte, avvincente, coinvolgente.
E questo è sicuramente un punto a favore di questa serie per certi versi decisamente innovativa.

Un altro aspetto che riveste un ruolo chiave nel decretare il successo di Tredici è il montaggio che consente di seguire la storia attraverso un percorso fluido che trascina lo spettatore dritto dritto verso la fine.
Non ci sono momenti morti. Non ci sono scene inutili. Tutto è funzionale a giungere alla conclusione. A non poter smettere di guardarla.

Naturalmente, però, ciò che ha reso Tredici la serie dell'anno (o per lo meno della prima parte dell'anno) sono i temi trattati. In particolare bullismo, violenza (sessuale) e suicidio. Temi caldi, attuali, che catturano gli adolescenti, incuriosiscono gli adulti, inquietano i genitori.
In un certo senso è come se ciascuno di noi, per motivi diversi, rivivesse situazioni che conosce personalmente o di cui ha sentito a lungo parlare e se ne approppriasse in modo semplice e diretto.
E' giusto affrontare questi argomenti?
E' questo che si chiedono gli esperti e su cui si dibatte.
Tredici è una serie vista in tutto il mondo (tranne in Turchia dove è stata vietata). L'effetto emulazione, in società in cui gli atti di bullismo e il suicidio dei ragazzini sembrano essere all'ordine del giorno, potrebbe essere dietro le porte.
E' educativo, dunque, diffonderli ai 4 venti?
E' giusto che i ragazzini la guardino? Come devono comportarsi i genitori?

Naturalmente, non esiste una risposta. E non può esistere. Perché tutto può essere giusto o sbagliato a seconda di come viene proposto e raccontato (e filtrato da chi ha il potere di farlo).
Indubbiamente, però, parlare di argomenti di questo tipo è vincente dal punto di vista della produzione perché crea dialogo, scontro, polemiche, rumors intonro all'evento.

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