Blue Monday, il giorno più triste dell'anno

Dopo un'accurata indagine e calcoli complicatissimi, all'unanimità è stato deciso che il terzo lunedì del mese di gennaio fosse in tutto il mondo il giorno più triste dell'anno. Ecco perché oggi, 20 gennaio, si celebra il Blue Monday.

Blue Monday, il giorno più triste dell'anno



Quella del Blue Monday non è, chiaramente, un'evidenza scientifica. Piuttosto, si tratta di una sorta di mito che nel corso del tempo è andato via via consolidandosi fino a diventare una vera e propria ricorrenza a livello planetario: come c'è il giorno più sfortunato dell'anno (che, guarda caso, in Italia è stato venerdì scorso 17 gennaio 2020), il giorno più felice del mondo (che cade in una data variabile intorno al 21 giugno quando si festeggia il Solstizio d'Estate)..., così il terzo lunedì del mese di gennaio, secondo un calcolo piuttosto complesso che sotto andremo a illustrarvi, ricorre il giorno più triste.



COME SI È ARRIVATI A QUESTA CONCLUSIONE?

All'origine del Blue Monday e della scelta di 'celebrarlo' a gennaio, ci sono gli studi del dottor Cliff Arnall, psicologo presso l'Università di Cardiff, che nel 2005 per conto di una compagnia aerea stava cercando di comprendere quali fossero le ragioni che spingono le persone ad acquistare o meno un biglietto per località esotiche per staccare la spina e allontanarsi dalla realtà di tutti i giorni e quando questo si verifichi.
Arnall disse di avere escogitato un metodo per scovare la data, aiutando in questo modo le compagnie di viaggio ad analizzare la tendenza dei loro clienti, osservando come questi ultimi siano più propensi a prenotare una vacanza quando si trovano in uno stato di profondo malumore.
Tra i fattori presi in considerazione per arrivare al verdetto:
  • le condizioni meteorologiche
  • la capacità di fronteggiare i debiti accumulati
  • il tempo trascorso dal Natale
  • il fallimento dei propositi che si erano prefissati con l'inizio del nuovo anno
  • i bassi livelli di motivazione
  • la sensazione di una necessità di agire

In altre parole, la metà di gennaio rappresentava per molti una sorta di resa dei conti dopo i bagordi del Natale e le speranze riposte nell'inizio dell'anno nuovo.

Arnall arrivò a definire persino una formula, piuttosto complessa per fissare la data:


 dove

Tt = tempo di viaggio
D = ritardi
C = tempo speso in attività culturali
R = tempo speso rilassandosi
ZZ = tempo speso dormendo
St = tempo speso in uno stato di stress
P = tempo speso a preparare i bagagli
Pr = tempo speso nella preparazione

Dal momento che non esiste alcuna unità di misura e i dati sembrano piazzati per caso, la maggior parte degli scienziati ha contestato la formula.
Da allora, però, la tradizione di stabilire il giorno più triste e di farlo ricadere sul terzo lunedì di gennaio è rimasta.

COME COMBATTERE LA TRISTEZZA A TAVOLA

Di seguito, vi segnaliamo alcuni alimenti che consumati in modo regolare aiutano a combattere ansia, stress e, conseguente, tristezza da 'terzo lunedì di gennaio' (e da tutto l'anno), un po' per le loro proprietà 'benefiche' per l'organismo, un po' perché ricchi di quei micronutrienti che consumati nelle giuste quantità aumentano la serotonina e abbattono i livelli di cortisolo.

Tra la frutta e la verdura, in particolare, fanno al caso nostro mele, pere, banane, dattericarciofi, porri, cipolla, asparagi.
Tra il pesce, il pesce azzurro che grazie alla presenza degli acidi grassi, aiuta la sintesi della serotonina: sardine, sgombro, alici e aringhe.
Naturalmente, non poteva mancare da questa lista il cioccolato. E gli alimenti ricchi di magnesio, un minerale che, appunto, abbatte il livello del cortisolo nel sangue: spinaci, cavoli, rucola, lattuga e verza.




 

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