Assegno di maternità per le partite IVA

Indennità di maternità per 5 mesi pari all'80% del reddito anche per le lavoratrici autonome con partita IVA. Tra le ultime novità per quanto riguarda la tutela al lavoro femminile e il sostegno alle famiglie.

Articoli Correlati


Se le Partite IVA sono state recentemente al centro di un aspro dibattito in merito alla brutta batosta subita con il cambiamento del regime dei minimi (batosta leggermente corretta con la proposta la proposta di proroga di un anno e coesistenza dei due regimi), una buona notizia è arrivata in questi giorni con la proposta di Matteo Renzi di estendere l'assegno di maternità anche alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell'INPS (come, appunto, quelle con partita IVA), oltre a quelle con contratto a tempo determinato o indeterminato.
In base alle nuove normative contenute nel Jobs Act approvato il 20 febbraio e che ora deve passare l'esame della Camera, le lavoratrici autinome potranno ricevere un assegno di maternità pari all'80% del reddito (la cifra sarà stabilita partendo dal calcolo medio di quanto dichiarato nei 12 mesi precedenti alla richiesta di maternità) per i due mesi precedenti al parto e i tre mesi successivi alla nascita del bambino.


Rispetto alle lavoratrici dipendenti, però, le future mamme con partita IVA non saranno obbligate a lasciare il lavoro e potranno decidere in autonomia se farlo o meno. L'assegno, che sarà anticipato dall'INPS che poi si rivarrà direttamente sulle aziende, sarà loro versato solo nel caso in cui dovessero optare per la prima soluzione.
Il tentativo è quello di comparare in tutto e per tutto il lavoro dipendente da quello autonomo, tenendo, però, presente la natura di quest'ultimo e la necessità di molte lavoratrici di questo tipo di non perdere i contatti con il mondo del lavoro (ecco perché il congedo non è obbligatorio).






 

Commenta questo articolo
  • Commento inserito da angel il 23 ottobre 2017 alle ore 19:18

    Salve vorrei delle informazioni..sono una lavoratrice autonoma con P.Iva

    La mia commercialista ha detto che la domanda si fa dopo il parto

    La mia scadenza è intorno ai primi di novembre...

    Quando la posso percepire e quanto mi spetta?

    Grazie

  • Commento inserito da Maria il 10 luglio 2017 alle ore 19:40

    Anch'io ho il regime forfettario...mio figlio é nato il 30 marzo 2017..a giugno é arrivato il primo pagamento. Ho aperto la partita Iva a maggio del.2016

  • Commento inserito da Erika il 19 maggio 2017 alle ore 03:54

    Ma quanto percepisce una lavoratrice autonoma per i 5 mesi della maternità?

    Io sono una commerciante

  • Commento inserito da Vicky il 27 aprile 2017 alle ore 20:27

    Salve,io ho un negozio da poco più di un mese,e sono al 4 mese di.gravidanza.

    Ciò vuol dire che noi non avendo maturato ancora 12 mesi di contributi nob percepiro nulla?

    Aiutoooo

  • Commento inserito da samantha il 21 marzo 2017 alle ore 21:45

    io sono in regime forfettario e la commercialista mi ha detto che non percepisco alcun assegno di maternità... perché????

  • Commento inserito da matteo il 20 agosto 2016 alle ore 11:53

    buon giorno se invece una lavoratrice autonoma con in regola i contributi decidesse di chiudere la partita iva prima che le hanno dato gli assegni di maternità le perde o le riceverà lo stesso?

  • Commento inserito da il 31 marzo 2016 alle ore 10:21

    E dove sarebbe la novità? E' così dal 2000. Informatevi bene! Io ho avuto la mia bambina a maggio 2014...i soldi li ho percepiti tra ottobre e dicembre dello stesso anno e nel frattempo mi sono dovuta versare tutti i pagamenti INPS anche se appunto ero in maternità e quindi non lavoravo...una bella presa in giro!!! Da una parte me li dai e dall'altra me li togli! W l'Italia! W la maternità per le lavoratrici autonome!

  • Commento inserito da il 3 marzo 2015 alle ore 14:14

    visitate il sito www.inps.it che dice testualmente

    la lavoratrice autonoma, se iscritta nella rispettiva gestione previdenziale (*), in regola con il versamento dei contributi (**) ha diritto:

    €ad un periodo indennizzabile di 2 mesi prima della data del parto e 3 mesi successivi la stessa data per un periodo complessivo di 5 mesi (non è richiesta l'astensione obbligatoria dal lavoro);

    è così dal 2000

  • Commento inserito da Redazione di Bambinopoli il 2 marzo 2015 alle ore 14:36

    Per ottenere l'assegno di maternità è necessario (obbligatorio) l'interruzione del lavoro per i due mesi precedenti al parto e i 3 successivi alla nascita del bambino. Eventualmente, è possibile posticipare l'entrata in maternità all'ottavo mese di gravidanza e posticiparla fino al 4º mese di vita del bimbo.

    La nuova proposta, che deve ancora essere approvata dal Parlamento, prevede per le lavoratrici autonome, come le partite IVA, la possibilità di ottenere l'assegno di maternità anche qualora decidessero di non interrompere l'attività lavorativa prima del parto.

    Lo stesso trattamento, qualora la legge dovesse passare, sarà riservato a tutte le lavoratrici autonome, come le partite IVA, iscritte alla gestione separata dell'INPS

  • Commento inserito da il 27 febbraio 2015 alle ore 11:42

    ma cosa vi inventate???!!!è stato introdotto dal governo Berlusconi, io l'ho percepito nel 2007 MA QUALE RENZI???!!!informatevi prima di scrivere queste stupidaggini

  • Leggi tutti i commenti

Ricetta della settimana

Forse ti potrebbe interessare
Esenzione-ticket-pregnancy

Esenzione da ticket in gravidanza

A chi viene riconosciuta, a quali prestazioni sanitarie dà diritto e da chi devono essere prescritte. Facciamo il punto sull'esenzione del ticket in gravidanza.

continua »
Nomi2017

I nomi più amati dagli Italiani secondo l'Istat

E con il 2017 ormai agli sgoccioli, vediamo un po' quali sono stati, secondo l'Istat, i nomi che gli Italiani hanno scelto maggiormente nel 2016 per i loro bambini. Sul podio gli evergreen Francesco, Sofia, Alessandro e Leonardo. 

continua »
Gravidanza-alimentazione

Natale e gravidanza: 6 piatti da evitare durante le feste

Che gioia il Natale con il pancione. Ma che fatica sopravvivere ai pranzi e alle cene delle feste. Soprattutto considerato che alcuni cibi andrebbero evitati del tutto per non compromettere la salute del bimbo. Ecco quali.

continua »
Bonus-bebe2018

Bonus bebè: dal 2019 varrà la metà

Confermato il bonus bebè di 960€ per il 2018 che sarà, però, ridotto del 50% a partire dal 2019. In altre parole, parents to be datevi da fare nei prossimi mesi se volete usufruirne a cifra intera. 

continua »
Cerca altre strutture







Ricetta della settimana

I piú cliccati
Seguici sui network