Coronavirus in gravidanza: cosa sappiamo

È incinta di 8 mesi la moglie di quello che è considerato in Italia il primo caso conclamato di coronavirus. Cosa sappiamo in merito? Cosa dicono gli esperti? 

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Coronavirus in gravidanza: cosa sappiamo



Il dramma nel dramma. La moglie del 38enne di Codogno considerato in Italia il primo paziente malato di Coronavirus, oltre a essere risutlata positiva ai test, è incinta all'ottavo mese. La positività al test e il suo stato hanno, quindi, ulteriormente destato preoccupazioni e domande: cosa sappiamo a proposito della trasmissibilità del virus dalla mamma al feto? Quali sono le conseguenze?



Premettiamo subito una cosa: tutti i dati di cui siamo a disposizione in questo momento non consentono davvero di elaborare una teoria. Le notizie di cui abbiamo evidenza arrivano, per lo più, dalla Cina e si tratta, comunque, di numeri piuttosto scarsi per poter essere esteri su scala mondiale. Vi riportiamo, dunque, quanto evidenziato finora in termini di cronaca e non, appunto, di informazione scientifica avvallata dai medici.

IL VIRUS SI TRASMETTE AL FETO?

I casi osservati lascerebbero ben sperare. La rivista scientifica inglese The Lancet ha recentemente pubblicato uno studio cinese effettuato su un campione ridotto di donne incinte e affette dal virus COVIC-19. Lo scopo della ricerca era valutare la trasmissibilità dell’infezione in linea verticale, da madre a feto in gestazione.
Le donne, 9 in tutto e tutte all'ultimo trimestre di gravidanza e prossime al termine, erano state ricoverate a Wuhan tra il 20 e il 31 gennaio 2020 dopo essere risultate positive alla sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2.
Al momento del parto, avvenuto per tutte tramite parto cesareo per evitare di esporre il bambino al passaggio dal canale del parto, sono stati presi in esame il liquido amniotico, estratto per aspirazione dopo il parto, campioni di sangue dal cordone ombelicale, tamponi dalla gola dei neonati e campioni di latte materno.
In tutti i campioni analizzati, i risultati hanno mostrato che SARS-CoV-2 era negativo, suggerendo che non si erano verificate infezioni fetali intrauterine a seguito di infezione da COVID-19 durante una fase avanzata della gravidanza.
Naturalmente, questo tipo di test deve essere ulteriormente verificato e presenta una serie di limiti.
Banalmente, dato lo stato avanzato della gravidanza delle nove donne, non è al momento possibile escludere la possibilità di trasmissione (e le conseguenze sul feto) qualora il virus venga contratto nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza.

LA MAMMA DI CODOGNO

Per rimanere in Italia, sembra procedere senza problemi la gravidanza della moglie di quello che viene chiamato 'il paziente numero 1'. Nonostante la positività al test della donna, infatti, sia la mamma che la bambina sembrano per il momento stare bene e i medici sono tutti concordi nell'affermare che la gravidanza sarà portata a termine.

Aggiornamento:
Anche in Italia è avvenuto il primo parto di una mamma trovata positiva al test: si tratta di un bimbo nato nell'Ospedale di Piacenza nei giorni scorsi e  risultato negativo al Coronavirus.
 

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