Cosa mangiare nel terzo trimestre di gravidanza?

Il parto è imminente e la pancia inizia a farsi sentire. Qual è l'alimentazione più corretta per il terzo trimestre di gravidanza? 

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Se il primo trimestre è, spesso, caratterizzato dalle nausee e dalla mancanza di appetito e il secondo dalla grande fame, cosa comporta il terzo trimestre di gravidanza dal punto di vista dell'alimentazione?


Sicuramente rimangono validi i divieti di mangiare insaccati, carne cruda, frutta e verdura non lavate se la futura mamma è risultata negativa agli esami per la toxoplasmosi; no anche ai super alcolici e al consumo eccessivo di alcol in generale (un bicchiere di vino ogni tanto o una birra non costituiscono un problema. L'eccesso, però, va assolutamente evitato per non causare danni al feto).
Come si contraddistingue, quindi, a tavola l'ultimo trimestre di gravidanza?

Dal punto di vista del feto, l'ultimo trimestre è fondamentale perché il bambino inizia a preparsi alla vita extra-uterina. Gli organi, a eccezione dei polmoni che vanno via completandosi, sono ormai tutti formati, il cervello del piccolo si sviluppa rapidamente, il bimbo è in tutto e per tutto simile a un neonato. Ha solo bisogno di accrescere la riserva di grasso che lo aiuterà ad affrontare il primo periodo fuori dalla pancia della mamma.
Quest'ultima, dunque, è ancora la sua unica fonte di nutrimento ed è fondamentale che l'alimentazione sia corretta.

Nell'ultimo trimestre, quindi, si consiglia di aumentare l'introito di proteine, sia animali che vegetali, necessarie al feto per accrescere la sua massa muscolare e aumentare di peso. Sì, quindi, al consumo di carne, limitando, però, quello di carni grasse (maiale, mucca) a favore delle carni bianche (pollo, tacchino, coniglio...). 
Assolutamente sì, invece, al pesce, preferendo il pesce azzurro ai pesci di grossa taglia per il minor contenuto di mercurio. Ricco, infatti, di DHA, un particolare tipo di omega 3 e grassi buoni, il pesce è prezioso per lo sviluppo del cervello e delle capacità cognitive del bambino (spesso gli omega 3 vengono dati sottoforma di integratori dal ginecologo negli ultimi mesi di gestazione. Maggiore sarà il loro introito tramite l'alimentazione, meglio sarà).
Sì anche ai legumi che oltre alle proteine sono ricchi di ferro e minerali preziosi per la salute della mamma e alle uova (non più di due a settimana) che andrebbero consumate ben cotte, preferendo l'albume al tuorlo (più ricco di grassi).

Frutta e verdura dovrebbero essere sempre presenti sulla tavola della futura mamma, preferendo quelle di stagione cotte al vapore in modo da mantenere inalterate la presenza di vitamine e sali minerali al loro interno. Ancora meglio la frutta e la verdura di stagione consumate crude, avendo sempre cura di sbucciarle e lavarle con cura.

Da diminuire, invece, il consumo di sale dal momento che l'ultimo trimestre è, spesso, caratterizzato da un aumento di pressione che il consumo eccessivo di alimenti salati potrebbe ulteriormente peggiorare.

COME CAMBIANO I PASTI

L'ultimo trimestre è, per la mamma, il più faticoso. Il peso della pancia inizia, infatti, a farsi sentire e la pressione dell'utero sullo stomaco potrebbe causare bruciore di stomaco e doloi addominali.
Ecco perché si consiglia di effettuare brevi pasti leggeri nell'arco della giornata, avendo cura di bere molta acqua soprattutto fuori pasto.

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