Gravidanza: il vero e il falso

La dottoressa Giovanna Testa analizza le paure che accompagnano le donne, ma non solo, prima, durante e dopo il parto.

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di dott. Giovanna Testa

LE PAURE DELLA MAMMA E I FALSI MITI DA SFATARE
Momenti di profondi cambiamenti ormonali, la gravidanza è spesso contrassegnata dalla nascita di paure e timori che possono trasformare quello che dovrebbe essere un momento felice, da vivere intensamente e con serenità, in un periodo di angoscia.


Tra le paure più tipiche che assalgono la donna incinta, assolutamente da non sopravvalutare il timore nello svolgere attività fisica consentita fino ai limiti naturalmente imposti dall'insorgenza della fatica. Sono esclusi, naturalmente, gli sport più a rischio, quali equitazione, bicicletta, immersioni subacquee…
Per quanto riguarda i rapporti sessuali, non sono affatto controindicati in gravidanza tranne in alcune particolari circostanze e dietro esplicita indicazione del ginecologo. É importante, anzi, mantenere e rafforzare una certa intimità di coppia evitando di concentrare l'attenzione solo sul bimbo in arrivo e cercando di non escludere il partner che andrebbe, invece, reso partecipe di ciò che sta accadendo alla compagna/moglie (emozioni, gioie, paure, stati d'animo, desideri…).
Numerose, poi, le convinzioni da sfatare, i timori scaturiti da pregiudizi, disinformazione e luoghi comuni che la donna in gravidanza deve tenere a distanza. La cura migliore? Parlare senza reticenze con il proprio medico di fiducia e farsi rassicurare da lui.


Con l'arrivo del terzo trimestre, la futura mamma sarà assalita dalle preoccupazioni relative al parto: quando dovrò andare in ospedale? Mi accorgerò del travaglio? Andrà tutto bene? Ce la farò a sopportare il dolore? Il mio bambino soffrirà?
La frequentazione dei corsi preparto aiuta a gestire meglio questa fase della gravidanza e a essere sufficientemente informati sulle opportunità dell'anestesia e sul travaglio.
A questo proposito, qualche consiglio è, comunque, utile per rassicurare la gestante, infondendole sicurezza e consapevolezza di ciò che accadrà: quando, infatti, le contrazioni saranno regolari e ravvicinate non bisogna farsi prendere dal panico ma occorre conservare la calma e l'autocontrollo, e seguire le indicazioni ricevute dal ginecologo curante.
Per ridurre il dolore durante il travaglio, poi, oggi è disponibile e molto efficace l'analgesia in travaglio di parto (che deve essere effettuata da personale medico specializzato). Grazie all'anestesia epidurale lombare continua, infatti, la donna riuscirà a partecipare attivamente alla fase espulsiva aiutando il suo bambino a nascere.

Non sempre il parto può avvenire per via vaginale e cioè naturalmente. In alcuni casi il ginecologo ritiene necessario l'intervento chirurgico. Questa valutazione può avvenire sia nel corso della gravidanza (o addirittura prima se problemi medici preesistono) sia nelle ore del travaglio.
La tecnica chirurgica oggi praticata per il taglio cesareo permette di ridurre i tempi di esecuzione, praticamente azzerando i rischi legati all'intervento e riducendo drasticamente il periodo di convalescenza. Anche in questo caso l'anestesia epidurale permette alla mamma di essere e sentirsi partecipe nel momento in cui il bimbo viene alla luce.

LE PAURE DEGLI ALTRI
Capita a volte che la mamma in attesa sia spavaldamente tranquilla e affronti con il giusto ottimismo i mesi che la separano dall'arrivo del suo piccolino ma che, invece, l'ambiente circostante sia quanto mai ansiogeno. Il compagno è terrorizzato da ogni piccola smorfia di stanchezza della madre di suo figlio, i nonni in agitazione non fanno che invitare la mamma al riposo, a non stancarsi, a non affaticarsi.
A tutti coloro che, a fin di bene, tendono a creare ansia intorno alla futura mamma va detta una sola cosa: la gravidanza non è una malattia!
Per questo, potrebbe essere utile che il partner frequentasse qualche seduta del corso di preparazione al parto con la gestante oppure la accompagnasse dal ginecologo. Una sala d'attesa piena di donne con il pancione che continuano a fare la vita di tutti i giorni è a volte l'antidoto migliore per questo panico generalizzato.

LA PAURA DEL 'DOPO'
Sarò una buona mamma? Che famiglia saremo? Che moglie sarò? E come la prenderà il fratellino/sorellina (se c'è già)? E il lavoro? Ci sarà abbastanza tempo per fare la moglie e la madre e al tempo stesso per lavorare fuori casa? E gli amici? Il tempo libero?
Tante domande, nessuna risposta certa, una sola medicina: la serenità. Un ingrediente che è essenziale per assaporare fino in fondo quel cambiamento straordinario nella propria vita e nella propria routine che è la nascita di un figlio.

  • Commento inserito da Teresa il 8 luglio 2017 alle ore 17:46

    Io sono alla 20+0 settimana di gravidanza e ho una grande paura di perdere il mio bambino sono alla mia prima gravidanza e sto assumendo acido folico e aspirinetta e punture di seleparina 0,3 mi capita di avere qualche perdita rosa oppure qualche striatura rossa ma ogni volta che vado al pronto soccorso e tutto apposto ma mi capita sempre solo nel periodo in cui dovrei

    Avere il ciclo qualche giorno +qualche giorno -quella è la fascia

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