La sindrome del nido in gravidanza

Organizzare spazi. Spostare mobili. Sistemare armadi. Eliminare vecchie cose. Tinteggiare. Sono solo alcune delle innumerevoli e imprescindibili attività domestiche che molte future mamme sentono di dover fare durante gli ultimi mesi di gravidanza. In questi casi si parla di 'sindrome del nido in gravidanza'.

di Alice Demare

Dopo il primo trimestre, caratterizzato soprattutto dall’adattamento del corpo al nuovo stato, nel secondo trimestre la futura mamma entra in uno stato completamente diverso. Se nei primi mesi, infatti, la gravidanza appare come un qualcosa di astratto, una sensazione più che una realtà (disturbi fisici, nausee e fastidi vari a parte), dal quarto/quinto mese in poi, complice anche la comparsa della prima pancetta, la presenza del bimbo si fa sempre più concreta e la futura mamma inizia a pensare a se stessa in un ruolo nuovo.
In un certo senso si potrebbe anche dire che si diventa madri proprio in questi mesi e la propria esistenza viene riprogettata in funzione del bimbo che arriverà.


Ecco perché molte donne vengono “afflitte” da quella che comunemente viene chiamata sindrome del nido, ovvero come rivoluzionare la casa per accogliere al meglio il piccolo in arrivo.

TINTEGGIARE: COME RESISTERE A UNA RINFRESCATA?

Sono tantissime le future mamme che durante la gravidanza decidono di ritinteggiare casa, sobbarcandosi tutta la fatica e l’impegno che una simile attività comporta. In realtà, se la gravidanza non presenta particolare complicanze, non c’è nulla di male nel voler dare una rinfrescata alla casa. L’importante è scegliere vernici (ed eventualmente colle nel caso di tappezzerie) atossiche, possibilmente ad acqua, arieggiando a lungo i locali dopo l’imbiancatura. L’ideale sarebbe che per qualche giorno la futura mamma lasciasse l’abitazione e vi facesse ritorno solo a tintura asciutta, facendosi aiutare per rimettere in ordine e sistemare.

ARMADI: UNA QUESTIONE DI SPAZIO
Si dice che più piccoli sono più spazio necessitano. In parte è vero in parte no. Nel senso che, in realtà, i neonati hanno necessità di pochissime cose e la tendenza a riempirli di oggetti, vestiti, accessori… non serve per soddisfare un reale bisogno. È anche vero, però, che in una casa abitata fino a quel momento da adulti, il bisogno di creare spazio al nuovo arrivato è primario ed essenziale e per i futuri genitori la nascita del bimbo rappresenta un’ottima occasione per sbarazzarsi di oggetti inutili e vecchie cose che non si usano più da molto tempo.
Per il bambino, saranno sufficienti all’inizio un paio di cassetti (per body, tutine, calzine e magliette), un angolo cambio per attrezzato, la culla (in camera con mamma e papà o in una stanzetta a parte) ed, eventualmente, per la mamma una poltrona comoda per allattare. Man mano che il piccolo cresce lo spazio di cui avrà bisogno aumenterà. Ma per i primi mesi, pochi metri quadri sono più che sufficienti per accoglierlo al meglio.

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ARREDARE LA CAMERETTA

Questa è una delle attività a cui la futura mamma proprio non può rinunciare. Non c’è niente di più divertente, gratificante e stimolante, durante i mesi di gravidanza, che progettare lo spazio in cui il proprio bambino muoverà i primi passi e lancerà i primi vagiti.
Libero spazio alla fantasia, quindi, ricordando sempre di utilizzare materiale atossico (sia per quanto riguarda le vernici delle pareti sia per ciò che concerne i mobili), cercando di togliere di mezzo tutte le possibili fonti di inquinamento. Nella disposizione dei mobili, scegliete una zona silenziosa (e lontana da fonti di calore) per la nanna, una comoda per il cambio e una molto tranquilla per la pappa. Utilizzate colori accessi che attirano maggiormente la curiosità dei bebè ed evitate di sovraccaricare la stanza di giochi e quadri. Lasciate che sia il bambino, crescendo, a manifestare i propri interessi.

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