In fila per il nido

Con modalità e tempistica diversa a seconda della regione e del comune di residenza, sono comunque aperte le iscrizioni all'asilo nido. Qualche consiglio.

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Se un tempo l'asilo nido era considerato dai più una sorta di parcheggio per infanti dove venivano lasciati i bimbi, figli di donne lavoratrici che non potevano prendersene cura direttamente o affidarli alla sorveglianza di una tata o di una baby sitter a domicilio, oggi questo tipo di struttura è sempre più vista come un luogo di forte stimolazione per il neonato a cui viene data la possibilità di uscire in modo graduale dal guscio familiare, imparando a socializzare con altri bambini e ad aprirsi verso il mondo esterno.
L'idea, infatti, che siano proprio i primi anni del bebè i più importanti per il suo sviluppo fisico ed emotivo si è, finalmente, affermata ovunque e i nidi si sono attrezzati (corpo docenti specializzato, strutture e servizi ad hoc, possibilità di prendere parte a particolari laboratori per neonati e workshop per genitori...) per poter corrispondere a queste nuove esigenze della famiglia. Sempre più numerosi, quindi, i servizi messi a disposizione, dalle palestre per cimentarsi in specifici eserci di psicomotricità all'utilizzo dell'inglese e della musica come strumenti di comunicazione, dalla presenza di piscine o mini piscine per corsi di acquaticità neonatale a corsi di formazione per genitori desiderosi di partecipare attivamente alla vita del loro piccolino (corsi di massaggio neonatale, di comunicazione non verbale...).


Nella scelta, quindi, è fondamentale orientarsi verso quelle strutture in grado di garantire una serie di comfort per il bebé e di servizi per le famiglie (anche se, purtroppo, per lo meno per quanto riguarda le strutture pubbliche/comunali, la mancanza di posti e l'elevata richiesta, rendono praticamente impossibile la scelta, costringendo i genitori a lunghissime liste d'attesa che, spesso, portano a un nulla di fatto).
Ecco, comunque, qualche indicazione di massima per orientarsi tenendo anche presente che le rette dei nidi pubblici, per i redditi medio-alti, sono spesso piuttosto elevate, di poco inferiori rispetto a quelle dei privati, e che perciò vale, talvolta la pena, di prendere in considerazione entrambe le possibilità.

ASILI NIDO COMUNALI


Le liste d'attesa per i nidi comunali sono il più delle volte infinite e non sempre le domande di iscrizione vengono accettate (zona di residenza, reddito familiare, età del bambino... possono incidere sulla scelta finale). Vale, quindi, la pena presentare domanda in diverse strutture in modo da essere messi in lista di attesa su più circoscrizioni. L'età del piccolo non deve essere inferiore ai 3 mesi e non deve superare i 3 anni di età.
La permanenza del piccino all'interno della struttura va, generalmente, dalle 9.00 alle 16.00 con la possibilità di anticipare o prolungare questo orario tra le 7.30 e le 18.00 (chiaramente, queste indicazioni differiscono da regione a regione e da comune a comune). L'inserimento (vale a dire un periodo di frequentazione ridotta con la presenza di un genitore per consentire al bambino di abituarsi al distacco dalla famiglia e al nuovo ambiente) è, di solito, un passaggio fondamentale della vita del piccolo al nido e viene concordata con le famiglie tenendo conto di quelli che sono i casi specifici e le particolari esigenze del bimbo (di norma, però, il periodo di inserimento non supera mai il mese e può essere ridotto a due settimane in assenza di problemi particolari). Tendenzialmente, all'interno della struttura è presente un servizio pediatrico che garantisce sulla salute del bambino.

ASILI NIDO PRIVATI
Rispetto alle strutture pubbliche, quelle private consentono ai genitori una maggiore libertà di movimento. Non esistono, infatti, limitazioni né per quanto riguarda il periodo di presentazione delle domande di iscrizione che vengono accolte fino a esaurimento posti, né sulla scelta della zona cosa che consente di optare per un asilo vicino alla propria area di residenza o a quella dei nonni o, ancora, nella zona del proprio posto di lavoro e garantiscono una maggiore flessibilità anche per quanto riguarda gli orari che sono, generalmente, più elastici rispetto a quelle dei nidi pubblici e vengono concordati con le famiglie a seconda delle specifiche esigenze di ognuno.
Una particolarità degli asili privati, che spinge molti genitori verso una scelta di questo tipo (indubbiamente si tratta, infatti, di un impegno oneroso dal punto di vista economico) è costituita, inoltre, dagli innumerevoli servizi offerti che vanno molto aldilà delle semplici attività di assistenza al bebè (musica, inglese, attività di manipolazione, laboratori di stimolazione sensoriale, incontri con i genitori, consulenza pediatrica e psicologica, possibilità di menu personalizzati…).
Nella categoria degli asili privati vanno, poi, annoverati anche gli asili aziendali un fenomeno recente in Italia, ma in larga diffusione, che permette ai genitori che lavorano di tenere il bambino in uno spazio appositamente per lui creato e organizzato come un vero e proprio asilo nido realizzato all'interno dell'azienda stessa.
Sempre in ambito privato, vanno infine ricordati i micronidi, realtà piccolissime (non più di 6/7 bambini per gruppo) accuditi in spazi domestici gestiti a carattere familiare.

Nel nostro data base Scuole, selezionando Asili Nido come criterio di ricerca, troverete un elenco aggiornatissimo di tutte le principali strutture presenti private presenti in Italia.

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