Amnesia dissociativa: perche' succede di lasciare il bebe' in auto

L'Italia è il primo Paese al mondo ad avere adottato misure precauzionali per evitare il pericolo di lasciare il bambino in auto da solo. Ecco cos'è l'amnesia dissociativa e come funzionano i dispositivi anti-abbandono.

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Amnesia dissociativa: perche' succede di lasciare il bebe' in auto




A partire dal 6 marzo scatteranno le sanzioni previste dalla Legge Salva Bebè entrata in vigore il 7 novembre e tesa a prevenire il rischio di abbandono dei bambini in auto.
Si tratta del primo tentativo al mondo messo in atto dal Governo per prevenire le conseguenze di quello che è stato riconosciuto come un vero e proprio disturbo da cui nessun genitore può dirsi escluso: l'amnesia dissociativa.


AMNESIA DISSOCIATIVA: QUANDO LA MEMORIA ENTRA IN TILT

L'amnesia dissociativa è un disturbo che si verifica quando il cervello cancella dalla memoria informazioni fondamentali che non avrebbero dovuto essere eliminate.
Si registra nelle persone che hanno subito abusi o violenze come forma di protezione dell'integrità mentale, oppure, nei casi meno gravi, quando si è particolarmente stanchi, stressati, concentrati su altro o assuefatti alla routine di alcuni gesti.
Potenzialmente nessuno può dirsi immune e la percentuale di persone che ne soffrono, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti (su un campione, però, piuttosto basso di persone) è pari al 2,6% della popolazione femminile e al 1% della popolazione maschile.

Proprio l'amnesia dissociativa è stata indicata come la causa dei numerosi episodi di abbandono di bimbi in auto avvenuti nei mesi scorsi (solo in Italia negli ultimi 10 anni sono morti 8 bambini perché dimenticati in auto sotto il sole dai genitori) ed è il motivo per il quale nell'autunno del 2019 il Governo ha deciso di intervenire con una legge che ne limitasse le conseguenze e tutelasse i più piccoli dal rischio di essere abbandonati in macchina.

 

LA LEGGE SALVA  BEBÈ: COSA PREVEDE E COME ATTREZZARSI


Dopo un iter legislativo molto articolato la Legge Salva Bebè è entrata in vigore il 7 novembre 2019. Nonostante l'avvio dell'obbligo, le sanzioni sono state inizialmente sospese e partiranno il 6 marzo 2020 per concedere a produttori e ai consumatori il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi obblighi.

Le sanzioni prevedono il pagamento di una multa che va da 83€ a 333€ e 5 punti della patente per chiunque sia trovato a trasportare un bambino di età inferiore ai 4 anni su un seggiolino non dotato di dispositivo anti abbandono.
In caso di recidiva entro due anni, è prevista anche la sospensione della patente da 15 a 60 giorni.

A doversi attrezzare con il dispositivo anti abbandono non sono solo i genitori ma chiunque si trovi a trasportare un bebé che non abbia ancora compiuto 4 anni: nonni, zii, baby sitter, amici...

Gli incentivi previsti dalla Legge
Il governo ha stanziato un fondo  di €16,1M per l’acquisto di dispositivi anti abbandono che prevede un contributo di €30 valido per l’acquisto di ciascun dispositivo anti abbandono fino ad esaurimento del fondo.
A partire dal 20 febbraio 2020 si può richiedere il bonus registrandosi alla piattaforma informatica Sogei accessibile su www.sogei.it o su www.mit.gov.it.

COME DEVONO ESSERE I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO?

Non esistendo alcuna omologazione sui dispositivi anti abbandono, è sufficiente che i produttori rilascino un'autodichiarazione di conformità con i requisiti tecnici del decreto attuativo del 2 ottobre 2019, n. 122.

I
n linea di massima, però, i dispositivi anti abbandono dovrebbero rispondere alle seguenti caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali:

  • Devono segnalare l’abbandono in caso di allontanamento dall’auto
  • Si devono attivare automaticamente a ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente
  • Devono dare conferma di avvenuta attivazione
  • Devono emettere un segnale di allarme in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente tramite segnali visivi acustici o visivi e aptici, percepibili all'interno o all’esterno del veicolo
  • Non devono alterare le caratteristiche di omologazione di veicoli o seggiolini
  • Se alimentati a batteria, devono segnalare livelli bassi di carica
  • Possono essere dotati di sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o chiamate ad almeno 3 diversi numeri di contatto.

I DISPOSITIVI TATA PAD

Tata Pad, della famiglia Tata, è un cuscino anti-abbandono che si posiziona direttamente sul seggiolino dell'auto.
La sua installazione richiede solo pochi minuti e necessita solo della presenza di uno smartphone con tecnologia bluetooth e dell’app tata. Durante il collegamento è possibile impostare nell'app fino a 3 numeri fidati, in caso di pericolo, il centralino virtuale li avviserà con una chiamata di emergenza e un sms.
Grazie al sensore capacitivo tata si attiverà automaticamente e solo quando il bambino si siederà sopra.
Il dispositivo tata, inoltre, è universale dal momento che si adatta a qualunque tipologia e modello di seggiolino ed è intelligente perché in grado di riconoscere la presenza di un bambino escludendo qualunque altro oggetto venga posizionato sopra.

 

Come funziona
Tata Pad si collega tramite bluetooth all’app per smartphone.
Grazie ai suoi sensori capacitivi rileva automaticamente la presenza del bambino sul seggiolino e avvisa il genitore attraverso 3 diversi livelli di allarme.
Gli allarmi scattano non appena il genitore si allontana dall’auto con lo smartphone, lasciando il bambino a bordo.

Trovi qui ulteriori dettagli sul funzionamento 



Tata Pad rispetta la legge e la dichiarazione di conformità, è interamente prodotto in Italia e ha vinto il German Design Award 2020.

Scopri tutto su Tata Pad e su come riceverlo in soli 3 giorni a casa tua su https://getmytata.com/

 

Questo articolo è sponsorizzato

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  • Commento inserito da MONICA il 20 febbraio 2020 alle ore 13:19

    Bravi!!!! Proprio questi gg mi chiedevo appunto che dimenticare il bambino in macchina e' un fatto che puo' succedere a chiunque. Per fortuna che ci sono delle persone che trovano soluzioni per poi metterli in prattica. Per fortuna esistono governi che possono obbligare le persone per salvaguardare i piccini.

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