Attività fisica del neonato

Dai primissimi mesi fino ai 2 anni, ecco come aiutare il bambino a prendere confidenza con il suo corpo e con lo spazio circostante attraverso il movimento e l'attività fisica.

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Attività fisica del neonato



Il movimento è fondamentale a tutte le età, anche nei bambini appena nati. Ecco perché, in questi giorni di clausura e movimento scarso, il Ministero della Salute ha fornito le linee guida per quanto riguarda l''attività fisica' fino a 2 anni, spiegando come anche i bimbi di pochi mesi debbano essere lasciati liberi di sperimentare lo spazio intorno a loro.


0 - 6 MESI

Per quanto la maggior parte delle persone (e anche delle future mamme in dolce attesa) abbia la convinzione che i bambini appena nati non si muovano, in realtà tutti gli studi sono concordi nell'affermare che i piccolissimi, proprio come gli altri bambini, abbiano bisogno di essere lasciati liberi di sperimentare lo spazio che li circonda per aiutarli ad acquisire maggiore consapevolezza di sé e dell'ambiente circostante.
In questi primi mesi, dunque, il bambino dovrebbe essere 'immobilizzato' il minor tempo possibile (non più di un'ora al giorno su sedioline e sdraiette) e incoraggiato, invece, a 'muoversi' come meglio crede.
Ovviamente non si tratta di veri e propri spostamenti. Ma un bimbo anche di poche settimane messo a pancia in giù su un tappetino morbido, possibilmente molto colorato, sarà naturalmente indotto a guardarsi intorno, a muovere braccia e gambine, a piegare la manina. Piccoli gesti, ma fondamentali per una crescita sana.
La posizione a pancia in giù è quella più indicata, in questi primi mesi, per favorire la crescita del bambino e favorire il suo sviluppo fisiologico. Al termine di questo primo periodo un bimbo sano avrà preso un numero incredibile di micro e macro movimenti, avrà imparato a tenere ferma la testa, a stare seduto, a voltare il viso in direzione di chi parla o di un rumore che lo ha colpito.

6 - 12 MESI

Sono questi i mesi in cui il bambino impara prima a gattanora prima, ad alzarsi in piedi poi e da ultimo a camminare.
In questo momento centrale dello sviluppo del neonato molti genitori entrano in ansia se il loro piccolo sembra essere più pigro di altri bambini e meno reattivo alla volontà di acquisire autonomia negli spostamenti
A dire il vero non esistono regole e ogni bambino raggiunge determinate tappe di crescita quando è il momento giusto per lui. Alcuni, addirittura, saltano del tutto la fase del gattonamento e imparano subito a camminare.
Niente panico, dunque, ma giochi pensati per favorire la curiosità del bimbo a esplorare l'ambiente che lo circonda e a entrarne in contatto. A questo proposito, una delle attività che quasi tutti i pediatri consigliano consiste nello sdraiare il bimbo su un tappetino morbido a pancia in giù disponendo oggetti di suo interesse al di fuori della sua portata.
In questo modo il piccolo, per riuscire a soddisfare un bisogno, si troverà costretto a escogitare un modo per raggiungere l'oggetto desiderato e attraverso il gioco imparerà a spostarsi.

DA 1 A 2 ANNI

Nel secondo anno di vita il bambino diventa sempre più autonomo negli spostamenti ed esperto camminatore. In questi 12 mesi i genitori dovrebbero spingere il piccolo a camminare quanto più possibile, abbandonando gradualmente il passeggino almeno per i piccoli spostamenti. Anche in questa situazione di calusura, il bimbo dovrebbe essere lasciato libero di sgambettare per casa, sul balcone, nel cortile del palazzo e ovunque possa dare sfogo al suo bisogno di muoversi.
È molto importante organizzare con il bambino semplici giochi di movimento e attività che lo rendano sempre più consapevole delle sue capacità motorie e fisiche. Una delle attività consigliate in questi mesi (e facilmente praticabile anche a casa) è lo yoga per bimbi che permette la sperimentazione di posizioni (spesso ispirate al mondo animale) che facilitano l'apprendimento e vanno incontro alle esigenze fisiologiche proprie di questo periodo della vita.

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