Feci del neonato: cosa ci dice il pannolino?

Interpretare il contenuto del pannolino del bambino,  è molto importante, imparando a capire dalle feci i messaggi che il corpo del piccolo manda. Perché attraverso la cacca è possibile ottenere informazioni chiare sulla salute del neonato.

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Feci del neonato: cosa ci dice il pannolino?


Soprattutto nei primi mesi di vita, la consistenza, il colore e la frequenza delle scariche del neonato sono parametri largamente valutati dalle mamme che sanno bene come, proprio attraverso le feci, sia possibile determinare lo stato di salute del loro bambino.
Dal meconio (prodotto dal feto quando ancora nella pancia della mamma) alle differenze della cacca del bambino allattato al seno o artificialmente, fino al prodotto delle prime pappe dopo lo  svezzamento, ecco, dunque, qualche indicazione per saper leggere al meglio il pannolino, dai primi vagiti fino alle prime pappe. Passando attraverso particolari tappe di crescita del bebè e stati patologici circoscritti.



LE PRIME FECI: IL MECONIO
Le prime feci del neonato, dopo poche ore di vita, altro non sono se non il prodotto intestinale del bambino durante la sua vita fetale: liquido amniotico, muco, cellule della pelle… Sono inodori, hanno un colore scuro bruno-verdastro e una consistenza oleosa, appiccicosa. Man mano che il bambino inizierà a essere nutrito, con latte materno o artificiale, le feci assumeranno una colorazione più chiara, segno che l'apparato digerente e intestinale del piccolo ha iniziato a funzionare.

Il meconio viene emesso prima o durante il parto è segnale di sofferenza fetale e può causare quella che viene chiamata polmonite da aspirazione di meconio.

LE FECI DEL BAMBINO ALLATTATO AL SENO
Le feci del bambino allattato al seno in modo esclusivo hanno un colore giallo vivo, simile al color senape, e una consistenza pastosa o cremosa. Sono spesso punteggiati da piccoli grumi biancastri e potrebbero cambiare colore tendendo di più al verdastro qualora la mamma abbia mangiato un alimento diverso dal solito. In questi casi, in assenza di altri sintomi, non è proprio il caso di preoccuparsi. Il bambino allattato al seno, normalmente, si scarica con una frequenza che varia dalle 2 volte sino alle 4/5 volte.

LE FECI DEL BAMBINO ALLATTATO ARTIFICIALMENTE
I
neonati allattati con latte formulato presentano feci di colore giallo-marrone decisamente più pastose e maleodoranti di quelle prodotte dai bambini allattati esclusivamente al seno. Il numero di scariche varia da bambino a bambino e può dipendere anche dal tipo di latte utilizzato. Non è raro, però, che i bimbi allattati con il biberon soffrano di stitichezza e producano feci dure difficili da espellere.
Il latte troppo ricco di ferro può essere la causa di feci nere o verde scuro. In questo caso, però, è bene consultare la pediatra per un consulto e per escludere che si tratti di sangue digerito.

LE PRIME PAPPE
Le feci dei neonati cambiano radicalmente con l'introduzione delle prime pappe. Sebbene all'inizio, quando il bambino mangia ancora soprattutto brodo vegetale e creme di cereali, le feci mantengano il loro aspetto pastoso (sebbene appaiano più solide rispetto alla dieta precedente), man mano che il regime alimentare del bimbo si avvicinerà a quello dell'adulto, le sue feci diventeranno più solide e simili alle nostre.
Sin da subito, comunque, la cacca apparirà più solida, di colore giallo-marrone (con sfumature diverse a seconda del tipo di ortaggio o verdura inserito nella dieta) e decisamente maleodorante.
E' possibile che siano presenti pezzi riconoscibili di cibo. Questo succede quando qualche alimento è stato solo parzialmente digerito o perché 'masticato' solo in parte o perché assunto in quantità eccessiva e, quindi, scartato (nei primi giorni si tende a proporre al bimbo sempre gli stessi ingredienti) o perché passato rapidamente attraverso l'intestino e, di conseguenza, non completamente scomposto. In linea di massima, in questi casi, non occorre preoccuparsi. E' bene, però, parlarne col medico se il bambino dovesse avere un arresto nella crescita. Potrebbe, infatti, trattarsi di un problema legato all'assorbimento dei nutrimenti del cibo.



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