Tiralatte: istruzioni per l'uso

Quando la mamma torna al lavoro o se per qualche motivo è impossibilitata ad allattare al seno, il tiralatte può tornare utile per continuare a dare al bambino il latte materno, anche attraverso il biberon.

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TIRALATTE: GUIDA ALLA SCELTA
Due i tipi di tiralatte presenti in commercio: manuali ed elettrici

Il tiralatte manuale, generalmente piuttosto economico e facile da usare (i prezzi vanno dai 15€ in su, ma difficilmente superano i 50€), presenta il vantaggio di poter essere utilizzato ovunque dal momento che non richiede la presenza di corrente elettrica. Di contro, però, è meno efficace rispetto a quello elettrico e richiede 'sedute' più lunghe per raggiungere la dose desiderata.
I tiralatte di ultima generazione sono dotati di una valvola che consente di regolare l'intensità del flusso a seconda della sensibilità della mamma e di una valvola anti-reflusso che evita che il latte rifluisca nella pompa.

E' perfetto quando la mamma pensa di tirarsi il latte occasionalmente e durante i viaggi per integrare le poppate.
Il tiralatte elettrico ha prezzi più elevati (dai 50€ in su a seconda del modello con punte massime che possono arrivare anche ai 150/180€ per i modelli più professionali), ma il vantaggio di consentire una spremitura più rapida e, in alcuni casi, doppia (nel senso che è possibile contemporaneamente tirarsi il latte da entrambi i seni). Ecco perché è consigliato quando la mamma pensa di tirarsi il latte con una certa frequenza giornaliera e/o settimanale.
L'utilizzo è semplicissimo: basta appoggiare la coppa al seno, scegliere l'intensità di spremitura e procedere fino a raggiungere la quantità desiderata (generalmente con 10 minuti di spremitura si arriva a raccogliere sui 100/150ml di latte a seconda dei casi).
Per chi non fosse convinto dell'acquisto, modelli professionali di tiralatte elettrici possono essere affittati in farmacia o presso grossi centri per l'infanzia (Prenatal, per esempio, effettua questo tipo di servizio) con contratti modulabili a seconda delle proprie esigenze (generalmente non superano i tre mesi) e prezzi giornalieri che vanno da uno a massimo due euro al giorno.

In entrambi i casi, ricordiamo che la quantità di latte raccolta non sempre corrisponde alla quantità di latte presa dal bambino. Nessuna preoccupazione, quindi, se inizialmente il latte fatica a uscire. Ci vuole un po' di pazienza e molta pratica. Soprattutto all'inizio.

COME SI CONSERVA IL LATTE MATERNO
La conservazione del latte materno a temperatura ambiente, ha una durata differente a seconda della temperatura stessa:
tra i 25º e i 37º si conserva per 4 ore; tra i 15º e i 25º per un massimo di 8 ore; sotto ai 15º per l'intera giornata.
Qualora, però, si desideri prolungare i tempi di conservazione, è possibile riporre i contenitore del latte tirato in frigorifero (ricordandosi sempre di etichettare i barattoli con la data del prelievo) per un massimo di 5 giorni.
Altrimenti, congelarli per un periodo massimo di 3 mesi (6 se il latte viene congelato in congelatori esterni). Una volta scongelato, il latte non va più congelato. Per evitare sprechi, quindi, si consiglia di raccogliere il latte in piccole sacche da 50 ml e scongelare di volta in volta quello che è necessario per la poppata.

Il latte andrebbe conservato in contenitori sterili di vetro o plastica rigida per alimenti (senza bisfenolo), precedentemente lavati con acqua calda e sapone e risciacquati con acqua calda (per una maggiore igiene, almeno una volta al mese, i contenitori del latte e i biberon andrebbero sterilizzati con gli appositi sterilizzatori o facendoli bollire in acqua per qualche minuto).
Se il latte viene conservato a temperatura ambiente o frigorifero, è possibile nell'arco della giornata integrarlo con nuovo latte fino a raggiungere la quantità desiderata. Non è possibile, però, fare la stessa cosa con il latte congelato per evitare che si scongeli.

QUANDO PUO' ESSERE UTILE RICORRERE AL TIRALATTE
Naturalmente quando la mamma torna al lavoro (o, per qualche motivo è impossibilitata ad allattare) se desidera che il bambino continui a prendere il suo latte.
Ma tirarsi il latte è una pratica particolarmente indicata nelle prime settimane dopo il parto per stimolare la produzione di latte ed evitare ingorghi. In quest'ultimo caso, si consiglia di attaccare spesso il bambino al seno (ogni qualvolta lo desideri e, comunque, non meno di sei volte nell'arco della giornata) e tirarsi il latte in modo da liberare il prima possibile i dotti ostruiti (almeno tre o quattro volte al giorno per una decina di minuti per seno).

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