Vaccini: ritirato l'esavalente in Europa

Per sospetto di Bacillus Cereus, 19 paesi europei avrebbero ritirato dal mercato il vaccino esavalente effettuato sui neonati. La denuncia del farmacologo Roberto Gava.

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E' di questi giorni la notizia che 19 paesi europei, tra i quali la Slovacchia, la Francia, la Germania, la Spagna e, fuori dall'Europa, l'Australia e il Canada, avrebbero bloccato la distribuzione del vaccino esavalente praticato sui neonati prodotti dalla casa farmaceutica GlaxoSmithKline.
La notizia ha fatto il giro del mondo e si é incuneata all'interno del dibattito che, ormai da anni, ruota intorno alle vaccinazioni per la prima infanzia, con un numero sempre maggiore di detrattori non solo tra i genitori, timorosi per le conseguenze a lungo termine dei vaccini prodotti per la prima infanzia, ma anche tra medici ed esperti.
A denunciare la pericolosità  del vaccino, infatti, proprio un farmacologo che dalle pagine del sito Informasalus, tuona contro la potenziale pericolosità  di certi vaccini messi in circolazione e l'inutilità  di vaccinare bambini molto piccoli e con un sistema immunitario ancora immaturo.


 

 


I FATTI

Il vaccino incriminato sarebbe l'Infanrix Hexa (Codice 34905) prodotto da GlaxoSmithKline Biologicals s.a., lotto A21CB191B con data di scadenza 01-2014 per la presenza sospetta di bacillus cereus che ne altererebbe gli standard di qualità  previsti dalla legge.
La casa farmaceutica, che pure ha immediatamente ritirato il vaccino, assicura, però, che le persone vaccinate non correrebbero nessun rischio dal momento che il vaccino sembrerebbe soddisfare tutti i requisiti di qualità .
Una situazione, insomma, poco chiara che, però, ha messo in allerta i Ministeri della Salute di diversi paesi a cominciare dalla Slovacchia che in data 6 ottobre ne ha bloccato la commercializzazione e diffusione con una note recante lurgenza di classe 1 (le urgenze di classe 1 sono quelle che minacciano potenzialmente la vita o possono causare gravi danni alla salute).

 

 
IN ITALIA

Sebbene il vaccino sia stato ritenuto potenzialmente pericoloso in numerosi stati, europei e non, il Ministero della Salute italiano non ne dà  notizia e non ritiene necessario allertare la popolazione. La motivazione data é che nel Nostro Paese quel particolare lotto non é mai stato usato e non viene commercializzato. Il Ministero, inoltre, ci tiene a sottolineare che il vaccino non é stato ritirato in seguito a segnalazioni di problemi successivi alla sua somministrazione, ma per volontà  della stessa casa produttrice per uno scrupolo eccessivo sulla qualità  dello stesso.
Come a voler sottolineare l'attenzione e la cura con cui questo tipo di farmaci viene prodotto e messo in circolazione.

 

 
NEONATI E VACCINAZIONI. I PERCHE' DEL NO

Il dibattito se le vaccinazioni obbligatorie sui neonati siano effettivamente necessarie e sull'eventuale pericolosità  per la salute dei vaccini stessi é aperto, ormai, da qualche anno. Il numero dei detrattori, di coloro che vorrebbero una maggiore trasparenza in merito o, quanto meno, che chiedono la possibilità  per i genitori di scegliere cosa fare, é sempre più alto.
A essere messi sotto accusa, infatti, non sono solo i farmaci utilizzati per la produzione dei lotti, considerati, comunque, pericolosi dai detrattori per i loro componenti tossicologici, ma anche l'effettiva utilità  di vaccinare bambini così piccoli e con un sistema immunitario non ancora del tutto formato.
Inoltre, ci si interroga sugli eventuali danni che i vaccini arrecherebbero, alla lunga, sulla salute e il benessere dell'individuo.
Naturalmente, é difficile stabilire chi abbia ragione e chi torto. Anche perchè é assodato che la scomparsa di alcune malattie in Europa e nei Paesi Occidentali (polio, difterite.) sia dovuta anche alla somministrazione in massa di vaccini alla popolazione per decenni. Non sappiamo cosa potrebbe succedere nel caso in cui, improvvisamente e in modo diffuso, i bambini smettessero di essere vaccinati.

 

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