5 abitudini alimentari sbagliate da non trasmettere ai bambini

Sin dalla nascita è possibile abituare i bambini ad avere un'alimentazione sana ed equilibrata, evitando di introdurre cattive abitudini che, spesso, rimangono per tutta la vita.

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Sembra impossibile, ma sin dai primi mesi dell'allattamento e dello svezzamento, è possibile abituare i bambini ad avere un'alimentazione sana ed equilibrata, lontana da quelle cattive abitudini, decisamente molto diffuse, che spesso si protraggono anche in età adulta.


Vediamo, dunque, quali sono gli 'errori' più comuni che condizionano il gusto e, di conseguenza, l'alimentazione futura del bimbo.
  1. NIENTE ZUCCHERI. POCO SALE
    Sembra assurdo. Ma molti bambini vengono abituati al sapore dolce già durante l'allattamento, anche bimbi allattati al seno in modo esclusivo. Come? L'abitudine più diffusa è quella di immergere il ciuccio nello zucchero in modo da tranquillizzare il piccolo, per esempio, quando è agitato, non vuole dormire, piange.

    Un gesto apparentemente innocente che, però, si rivela particolarmente pericoloso perché condiziona il gusto del bimbo per sempre. 
    L'inserimento dello zucchero nella dieta del bambino, infatti, andrebbe posticipato il più possibile: no, quindi, allo zucchero nel latte, sulla frutta, nello yogurt... Sin da subito, invece, abituate il piccolo ai veri sapori degli alimenti in modo da non condizionarlo. Discorso analogo vale per il sale. Se nel primo anno di vita deve essere del tutto bandito dalle preparazioni, dopo va usato moderatamente e solo laddove davvero serve per insaporire i piatti.
     
  2. L'ULTIMO PASTO È LA CENA
    Anche in questo caso, un'abitudine piuttosto diffusa che risale ai mesi dello svezzamento. Molte mamma, infatti, abituano i bambini a prendere un biberon di latte prima della nanna, dopo la cena serale. Nulla di più sbagliato. La cena, più o meno abbondante a seconda della fame del bambino, dell'età e del tipo di attività diurna svolta, deve essere l'utlimo pasto della giornata dopo il quale si lascia che stomaco e intestino rimangono inattivi per tutta la notte. La colazione, di contro, deve dare il via alla giornata e non andrebbe mai saltata, soprattutto quando il piccolo inizia a frequentare il nido prima e la scuola (di infanzia e primaria) poi.
     
  3. SI ALLA FRUTTA E ALLA VERDURA DI STAGIONE
    Oltre a ragioni ecologiche ed economiche, la scelta di consumare SOLO frutta e verdura di stagione è particolarmente indicata perché permette, innanzitutto, di variare la propria alimentazione, in secondo luogo di gustare alimenti saporiti, nel pieno della loro maturazione e che non richiedono particolari intensificatori di sapore (zucchero nel caso della frutta, sale, olio o altri tipi di condimento per la verdura) che li rendano più gradevoli. Niente fragole, quindi, a dicembre o carciofi ad agosto. No a mele e zucchine tutto l'anno, alle arance a luglio, ai frutti di bosco a gennaio o zucche a maggio.
    A ogni stagione la sua specificità.
     
  4. A TAVOLA SI BEVE ACQUA
    Tralasciando i bambini abituati a bere bibite gasate durante i pasti, molti sono anche quelli che accompagnano pranzi e cene con latte o succhi di frutta. Nulla di più errato. A tavola si beve acqua, possibilmente a temperatura ambiente e meglio se non gasata per evitare di gonfiare lo stomaco. L'acqua è un alimento fondamentale nella dieta di chiunque. I bimbi, quindi, vanno abituati a berne molta, distribuita nell'arco della giornata. Il latte (o le bevande vegetali) è perfetto per la colazione ma non può diventarne un sostituto quando il bambino ha sete.
     
  5. LA MASTICAZIONE È IMPORTANTE
    Un'altra corretta abitudine è quella di educare il bambino a mangiare lentamente, masticando a lungo i cibi ed evitando di inghiottire il cibo a grossi bocconi. Non solo nei primi anni di vita quando una buona masticazione previene il rischio di soffocamento, ma anche in seguito per un maggiore senso di sazietà.

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