NO Jet Lag!

Lunghi viaggi che prevedono l’attraversamento di diversi fusi orari. Come adattarsi e affrontare al meglio i salti spazio-temporali…

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di Alessia Altavilla

Stanchezza. Sonno. Mancanza di concentrazione. Sensazione di affaticamento. Noia. Sono alcuni dei sintomi che possono presentarsi in seguito a un viaggio molto lungo in aereo e che possono affliggere il viaggiatore anche parecchi giorni dopo l’arrivo.
Si tratta del famigerato Jet Lag, un disturbo certamente non grave, ma che può rovinare il viaggio a coloro che ne soffrono. La Nasa ha stimato che, in generale, per ritornare a una situazione di normalità, occorrono tanti giorni quanti sono i fusi attraversati: 8 giorni se il fuso è di 8 ore, 10 se è di 10…


LE CAUSE DEL JET LAG E DEI DISTURBI IN VOLO
 

  1. La causa principale del Jet Lag è la differenza di orario tra un paese e l’altro e sembra che gli spostamenti verso Est siano, da questo punto di vista, più fastidiosi di quelli verso Ovest.

     
  2. L’attaccamento alle proprie abitudini e la difficoltà ad adattarsi a situazioni nuove e ai cambiamenti sembrano influire sulla possibilità o meno di essere colpiti da Jet Lag. È per questo che tra le persone meno esposte, sicuramente i bambini sotto ai 3 anni ancora troppo piccoli per essere ingabbiati da una routine, e le persone con un buon spirito di adattamento, capaci di lasciarsi tutto alle spalle senza rimpianti.
     
  3. Ansia, stress, nervosismo, insonnia… prima della partenza indubbiamente non aiutano ad affrontare al meglio il fuso orario. Ecco perché si consiglia ai viaggiatori di andare a dormire presto la sera che precede la partenza abbandonandosi a un sonno ristoratore e riposante.
     
  4. L’aria secca presente a bordo degli aerei è spesso responsabile di mal di testa, secchezza della pelle, fastidi alle mucose nasali, disidratazione. Cercare di ovviare a questi disturbi è fondamentale per un buon viaggio e un arrivo sereno. A questo proposito, si consiglia ai viaggiatori di portare con sé una bottiglia d’acqua e di bere frequentemente durante il volo. Bevande alcoliche o gassate, succhi di frutta o altre bibite non sono, invece, indicate e andrebbero evitate.
     
  5. Per quanto pressurizzato, anche l’altitudine di crociera dell’aereo può essere responsabile di stanchezza e letargia.
     
  6. Il cibo servito a bordo degli aerei, talvolta, può essere responsabile di mal di stomaco, crampi, diarrea o stitichezza, disordini gastrici. Sebbene la freschezza degli alimenti sia garantita, pasti fuori orario, frequenti e il più delle volte troppo pesanti possono compromettere lo stato di salute generale. A bordo, quindi, si consiglia di mangiare poco, evitando i piatti troppo grassi o elaborati, le salse, i sughi e di bere molta acqua, evitando, invece, caffè, tè e alcolici.
     
  7. Alzarsi spesso, sgranchirsi le gambe, eseguire alcuni semplici esercizi di stretching aiutano l’organismo ad allontanare l’intorpidimento, evitando crampi e la formazione, pericolosa, di trombi.

 

UNA DIETA ANTI JET-LAG
Arriva dagli Stati Uniti ed è una dieta che, secondo i ricercatori, dovrebbe aiutare l’organismo a contrastare la comparsa del Jet Lag e dei fastidi che lo accompagnano. Dovrebbe essere intrapresa tre giorni prima della partenza e andrebbe proseguita fino al giorno successivo all’arrivo.
Si basa sul principio che i disordini che fanno seguito alle lunghe traversate sono da attribuire al mancato coordinamento di due zone celebrali preposte alla percezione del tempo e che per funzionare in modo corretto necessitano di proteine: la prima percepisce il tempo come ciclo temporale di 24 ore; la seconda in base all’alternanza di luce/buio.
La dieta prevede un’alimentazione a base di proteine (carne) il primo e il terzo giorno prima della partenza e il primo giorno dopo l’arrivo; e un introito calorico che non superi le 700kcal (circa 3 cappuccini) il secondo giorno prima della partenza.
I risultati sembrano garantiti dal momento che questo metodo è stato testato, con buoni risultati, sui soldati di stanza all’estero, spesso oltreoceano.

  • Commento inserito da Andrea il 17 luglio 2008 alle ore 15:23

    Ma per i bambini sotto i 3 anni sono sconsigliati i voli che durano più di quante ore? Cioè un bambino di 1 anno o 2 anni possono affrontare un viaggio fino in australia?

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