Coronavirus: il punto della situazione

Come si trasmette. Come si manifesta. Quali sono i rischi di contagio reali e perché, per il momento, non siamo di fronte a una nuova Sars.

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Mentre l'Italia blocca completamente i voli da e per la Cina, l'OMS dichiara l'emergenza globale e il bilancio delle vittime sale a 213 (dato del 1 febbraio) a fronte di oltre 11 mila contagiati, cerchiamo di capire meglio cos'è il coronavirus, quali sono i sintomi, chi sono le persone più a rischio di contagio.


Le informazioni sono rese note direttamente dal sito del Ministero della Salute che ha anche messo a disposizione dei cittadini un il numero verde 1500 per qualunque segnalazione, dubbio o domanda.

IL VIRUS


I Coronavirus sono una famiglia di virus responsabili di malattie che vanno dal banale raffreddore a malattie respiratorie più gravi quali la MERS e la SARS. Il ceppo che in questo momento sta terrorizzando il mondo - il nuovo nCoV-2019 - non era mai stato identificato nell'uomo e per il momento non è ancora chiaro da dove arrivi, sebbene in merito alcune ipotesi siano state fatte (si è parlato della macellazione nel mercato di Wuhan, la città focolaio dell'epidemia, di animali selvatici vivi, per esempio i serpenti, che avrebbero fatto da ospite per il virus in origine presente soltanto nei pipistrelli rinolofi).

I SINTOMI E CONTAGIO

I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie.
Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.
Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti, come ipertensione e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi.

Il contagio, avvenuto, come dicevamo sopra, per passaggio da un animale ospite all'uomo, avviene tra uomo e uomo attraverso contatto diretto con persone già infette:
  • o per “via aerea” attraverso le goccioline di saliva espulse da una persona malata con la tosse oppure gli starnuti
  • o per “contatto” attraverso le mani contaminate e non lavate, portate alla bocca, al naso o agli occhi

Ministero della Salute e OMS hanno confermato che al momento non esiste nessun reale rischio di contagio attraverso il cibo cotto. La fuga dai ristoranti cinesi, che di fatto è ormai una realtà in quasi tutte le città italiane, non ha dunque alcune senso.

Una volta avvenuto il contagio, il periodo di incubazione può arrivare anche fino a 2 settimane.

(fonte: Ministero della Salute)


(mappa di propagazione del virus)

TRATTAMENTO 

Non esiste al momento un trattamento specifico per la malattia causata dal coronavirus. Ogni caso viene trattato singolarmente in base ai sintomi con terapie di supporto che possono risultare spesso molto efficaci e in grado di determinare positivamente il decorso della malattia.
Non esiste al momento un vaccino nonostante gli sforzi degli scienziati di tutto il mondo per arrivare in tempi brevissimi a una sua formulazione.

PRECAUZIONI

Le precauzioni per evitare il contagio sono le stesse di sempre:

  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche
  • In caso di tosse o raffreddore coprire con la mano bocca e naso o indossare una mascherina per evitare di contagiare altre persone
  • Evitare carne cruda o poco cotta, frutta e verdura non lavata, acqua o bevande non imbottigliate
  • Evitare, per quanto possibile, il contatto con persone che mostrino sintomi evidenti di malattie respiratorie

Attualmente, data anche la chiusura del traffico aereo e i due casi registrati e confermati in Italia, sono già state prese tutte le misure di sicurezza sia per i viaggiatori di rientro dalla Cina nei giorni passati, sia per coloro che fossero venuti in contatto con i due turisti cinesi infettati.

I BAMBINI SONO A RISCHIO?

 A dispetto di quello che si potrebbe pensare, per quanto non esista nessuno fuori pericolo a priori, non sono i bambini le vere vittime di questa epidemia. La maggior parte delle persone contagiate sono persone adulte con un'età spesso maggiore di 60 anni.

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