Cosa fare in caso di diarrea del viaggiatore

Colpisce soprattutto chi viaggia verso mete lontane ed è uno dei disturbi più frequenti in viaggio, soprattutto quando a viaggiare sono bambini molto piccoli. Ecco come comportarsi. 

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Cosa fare in caso di diarrea del viaggiatore



Sono sempre più numerose le famiglie che in estate rinunciano a mare e montagna e optano per viaggi e destinazioni lontane, oltreoceano, spesso con bimbi al seguito. I viaggiatori in Italia sono stati circa 18 milioni nel 2016, un 4% in più rispetto al 2015, e il numero sembra essere destinato ad aumentare.


Viaggiare con i bambini è certamente un'esperienza unica e indimenticabile per i globetrotter incalliti: i piccoli, spesso, consentono fi guardare il mondo da prospettive diverse e obbligano i genitori a costruire percorsi alternativi pensati proprio per soddisfare le loro esigenze.
Al contempo, un viaggio con un bimbo implica un discreto sforzo organizzativo e grande attenzione una volta giunti a destinazione per evitare che una vacanza possa trasformarsi in un incubo.
I pericoli a cui vanno incontro i viaggiatori sono molteplici, ma i morsi/punture di animali esotici, le infezioni, le malattie contratte per scarse condizioni igieniche sono tra i disturbi più frequenti.


LA DIARREA DEL VIAGGIATORE
Tra le malattie più frequenti e comuni per chi viaggia, al primo posto c'è senza dubbio la diarrea del viaggiatore, un disturbo che colpisce grande e piccoli ma che nei bambini può essere particolarmente problematico e avere un decorso piuttosto lungo.
Generalmente si presenta nelle prime due settimane di permanenza nel paese straniero e si manifesta con emissione di diarrea acquosa, crampi allo stomaco e, in alcuni casi, vomito e febbre.
Tende a risolversi da sola nel giro di qualche giorno, ma è fondamentale evitare la disidratazione, l'effetto più grave del disturbo.

Come prevenire:
  • bere solo acqua minerale e bibite provenienti da bottiglie chiuse
  • evitare l’uso di ghiaccio nelle bevande
  • consumare solo latte bollito e pastorizzato 
  • evitare la verdura cruda, la frutta non sbucciata la carne fredda, le uova non cotte, i gelati artigianali, i dolci cremosi, i budini e i succhi di frutta preparati artigianalmente
  • non lavare i denti con acqua potenzialmente infetta 

Terapia e profilassi nei bambini:
per rinforzare la flora batterica, è possibile somministrare ai bambini i fermenti lattici a cominciare già da qualche settimana prima del viaggio.
Nel caso, però, in cui il piccolo dovesse, comunque, contrarre l'infezione gastro-intestinale, è sconsigliato l’uso routinario di farmaci. Meglio optare per la somministrazione profilattica di probiotici, che potenzialmente interferiscono con la colonizzazione intestinale da parte di agenti patogeni.
Per evitare la disidratazione, si possono dare al bambino da bere soluzioni reidratanti orali (da portare con sé in valigia perché non disponibili in tutti i Paesi. Si tratta di bustine che vanno sciolte in acqua minerale e date al bambino durante le fasi più acute del disturbo).



 

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