Gli animali del mare

I primi giorni al mare. La presa di coscienza della differenza tra i bagni qui e i bagni in piscina. L'esplorazione della natura circostante. Mamma Vera racconta la sua esperienza con i suoi tre bambini.

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I miei figli frequentano durante l'anno un corso di nuoto, perciò dovrebbero essere abituati all'acqua.
Invece, durante i primi giorni al mare, sono sempre piuttosto titubanti. Non hanno nessun problema a tuffarsi e a bagnarsi, ma è come se, tutto a un tratto, non fossero più capaci di nuotare.

Sono intimoriti dal fatto che il mare, a differenza della piscina, è mutevole sia per le correnti, che a volte generano le onde, sia per la profondità, ovviamente variabile più ci si spinge al largo.

Per evitare che trascorressero tutte le loro giornate a riva, mi sono munita di un materassino e, spingendomi con quello fino al largo, mi hanno seguita anche loro. Sapere che, se si fossero stancati, avrebbero potuto appoggiarsi, li faceva sentire più sicuri.

Che poi, per il breve tragitto percorso, non ce n'era molto bisogno, ma questo stratagemma è servito.
Mi sarebbe dispiaciuto se si fossero persi le meraviglie che si trovavano sott'acqua: bastava mettere sotto la testa con maschera e boccaglio e si vedevano vere e proprie montagne, coloratissime e piene di pesci. E, infatti, la loro sorpresa è stata tanta, perché non immaginavano che, a pochi passi dalla riva, si potessero ammirare così tanti esemplari marini.
Una delle loro attività preferite era partire alla ricerca di granchi e paguri.
Si infilavano i sandali da mare, indispensabili per camminare sulla roccia, prendevano secchiello e retino e partivano per quella che, a loro, sembrava una vera e propria avventura.

Li osservavo divertita mentre si addentravano negli anfratti naturali formati dagli scogli e capivo subito quando trovavano qualcosa di interessante. Diventavano frenetici ed eccitati, poi si giravano verso di me con il pollice in alto, soddisfatti. Solo quando consideravano ben nutrito il bottino, ritornavano da me, e mi mostravano i tesori trovati.
Li guardavamo mentre si muovevano dentro al secchiello, studiavamo la loro struttura, cercavamo le zampe, gli occhi, le chele, e poi li ributtavamo in mare. E quando succedeva, tutti quei piccoli animaletti si nascondevano in acqua in tutta fretta, nel caso in cui ci avessimo ripensato.
In questo modo, i miei figli hanno potuto socializzare con gli altri bambini presenti sulla spiaggia, e, benché fosse belo per loro stare insieme a noi genitori, poter trascorrere qualche ora con i loro coetanei. Perché anche questo è un lato importante della vacanza.

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