Farmaci: se li conosci...

Per quanto indispensabili per combattere virus e batteri, i farmaci vanno utilizzato con precauzione. Perché un consumo eccessivo può rivelarsi dannoso per la salute. Soprattutto in età pediatrica.

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di Manuela Magri

FARMACI: LI CONOSCI DAVVERO?
Sono indispensabili per combattere virus e batteri. Aiutano a ritrovare la propria forma fisica. In alcuni casi, salvano addirittura la vita.


Nonostante questo, però, più volte i farmaci sono finiti sotto accusa. E non solo perché troppo spesso gli effetti collaterali derivati dal loro utilizzo superano di gran lunga i benefici, ma perché un consumo indiscriminato degli stessi sembra essersi ormai affermato come prassi comune a tutti i livelli della società. In altre parole, sono sempre più numerosi coloro che si auto prescrivono farmaci e medicinali senza alcuna conoscenza medica, sulla base di un successo passato o di un’abitudine personale al consumo.
In tema, poi, di sicurezza, va ricordato che solo nel 2007 in Italia sono stati ritirati dal mercato 24 specialità di farmaci e due sono state sospese, mentre la vendita della nimesulide, l’antinfiammatorio più utilizzato nel nostro Paese, è illegale in Irlanda per i danni che sembrerebbe provocare al fegato (qui da noi può essere venduto solo con ricetta per un trattamento non superiore ai 15 giorni).
Per maggiori informazioni, consultate il sito dell’Agenzia Italiana per i farmaci.

I BAMBINI E GLI ANTIBIOTICI
Sebbene andrebbero somministrati ai bambini solo ed esclusivamente in caso di infiammazioni batteriche accertate (quindi, in seguito a un’accurata visita medica con relativa ricetta), gli antibiotici sono diventati a tutti gli effetti i medicinali dell’età pediatrica, utilizzati con sempre maggiore frequenza anche laddove non ve ne sia bisogno (si stima che nel 20% delle terapie antibiotiche sui bambini siano stati i genitori a somministrare l’antibiotico di propria iniziativa).
Non è un caso che negli ultimi anni la resistenza agli antibiotici sia cresciuta in modo preoccupante ed esponenziale tant’è che un farmaco importantissimo quale la vancomicina abbia perso efficacia contro lo Staphylococcus aureus e sembri essere poco incisivo anche nei confronti di altri batteri quali, per esempio, l’Escherichia faecalis e l’Escherichia faecium (è quanto è emerso da un’indagine condotta dal Sistema regionale dell’Emilia Romagna per la sorveglianza dell’antibioticoresistenza).
Parlando, poi, di medicinali somministrati ai più piccoli, è emerso come troppo spesso i genitori non rispettino per niente i limiti di età indicati sui foglietti illustrativi con danni che, talvolta, possono rivelarsi anche piuttosto gravi.

LA CONSERVAZIONE DEI FARMACI
La data di scadenza indicata sulle confezioni dei medicinali è spesso indicativa. Alcuni farmaci, infatti, si conservano anche 10 anni, ma per legge la loro durata massima è fissata a cinque anni. In realtà, la scadenza garantisce la stabilità del medicinale fino alla data riportata ed è cautelativa in caso di cattiva conservazione domestica dal momento che un farmaco mal conservato perde le sue proprietà e può anche diventare dannoso per la salute.
Ecco perché, sebbene, appunto, si tratti di una data indicativa, dopo la scadenza è consigliabile disfarsi del farmaco (ricordando che i medicinali andrebbero raccolti negli appositi contenitori che si trovano all’ingresso di tutte le farmacie).

Come conservare i medicinali:

 

  • I farmaci non andrebbero conservati in cucina o in bagno come spesso succede. Allo stesso modo, non dovrebbero essere riposti vicino a caloriferi, fonti di calore o finestre.
  • Caldo e umidità deteriorano i medicinali nel giro di pochi mesi.
  • Se possibile, optate per confezioni monouso che durano a lungo se conservate al fresco in ambienti asciutti
  • Evitate di accumulare in casa enormi scorte di medicinali. Per un pronto intervento sono sufficienti disinfettanti, analgesici e antistaminici.

     


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