Pet therapy a domicilio

Proposta dall’associazione culturale Maith che da anni si occupa di pet therapy, arriva anche in Italia la pet therapy a domicilio per soddisfare anche a casa le esigenze di quanti ne fanno richiesta.

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di Manuela Magri

La proposta di portare nelle case la pet therapy, da tempo, ormai, considerata un valido aiuto per persone affette sia da problemi psicologi che da problemi fisici, arriva dall’associazione culturale Maith, il cui nome significa, in gaelico, sto bene.
L’idea della pet therapy a domicilio è piuttosto diffusa all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove viene praticata e utilizzata da anni. Per l’Italia, invece, si tratta di un caso abbastanza isolato dal momento che, tradizionalmente, gli interventi di pet therapy sono rivolti a enti o associazioni e mai direttamente ai diretti interessati.


Ecco, dunque, che proprio prendendo spunto dalle associazioni di pet therapy straniere, Maith ha avviato un nuovo servizio a domicilio recandosi direttamente da coloro che lo richiedono senza più bisogno di intermediari.

 
PET THERAPY E OBIETTIVI DEGLI INTERVENTI

L’utilizzo di animali da compagnia ai fini di pet therapy è stato riconosciuto come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 e nell’ottobre 2005 il Comitato Nazionale di Bioetica (C.N.B.) si è espresso a favore dell’utilizzo e dello studio della pet therapy, incentivandone la sua applicazione.


Gli obiettivi degli interventi possono essere molteplici, dal limitarsi ad attività ludico ricreative piuttosto che puntare a miglioramenti fisico-psichici. Nello specifico, nel caso di bambini la presenza di un animale può diminuire lo stress, l’ansia, la paura, la noia e il dolore determinati dalle condizioni di salute.
Diversi anche gli ambiti in cui si può intervenire:
 
  • promozione della crescita affettiva del bambino attraverso il rafforzamento dei comportamenti emotivamente adeguati in situazioni di gioco o di esplorazione attiva dell’ambiente.
  • Aiuto nel superamento delle tendenze egocentriche infantili attraverso la maturazione di comportamenti sociali diretti verso il mondo esterno e il miglioramento delle capacità comunicative del piccolo con conseguente riduzione delle condotte aggressive e d’isolamento.
  • Sviluppo di un’immagine positiva di sé e aumento dell’autostima.
  • Riduzione dei livelli di ansia connessa a fattori ambientali, miglioramento dell’umore e graduale superamento dei vissuti depressivi.
  • Miglioramento delle capacità del bambino di affrontare situazioni di stress generato da richieste cognitive (la scuola), cure mediche o in situazioni di stress post-traumatico.
  • Perfezionamento di schemi posturali e motori.

     

    Seguendo questo tipo di terapia, il bambino esperisce nuove metodiche relazionali e nuove modalità di interazione, come nel caso particolare di bimbi autistici, o nel trattamento di disturbi d’ansia o depressivi. Si ottengono risultati riabilitativi a livello motorio mediante la sperimentazione in prima persona del rapporto con l’animale stesso.
    Nel caso di pazienti con difficoltà relazionali, tramite la mediazione comunicative dell’animale ottengono una maggiore facilità relazionale con il gruppo di pari, sperimentando sentimenti di solidarietà, cooperazione nella gestione e cura in prima persona dell’animale stesso.
    Ottimi risultati a livello comportamentale come nel caso di disturbi da deficit di attenzione e da comportamento dirompente, in tal caso l’utilizzo di animali meno reattivi rispetto ai cani, come possono essere conigli o cavie, può aiutare il soggetto a raggiungere un maggior controllo delle proprie azioni e a sperimentare nuove modalità di problem solving.

    Per maggiori informazioni:
    Milo Trombin (responsabile per la Pet-Therapy)
    Cell. 3394905743
    www.maith.it


  • Commento inserito da Laura Migli il 17 ottobre 2011 alle ore 17:21

    Si tratta di una terapia importantissima!!

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