A lezione di fotografia

E ora che la scuola è finita e i bimbi dispongono di molto più tempo libero, una buona idea per tenerli impegnati potrebbe essere quella di portarseli in giro in città o nella località di villeggiatura a scattare fotografie…

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di Manuela Magri

Non dovrà necessariamente trattarsi di un vero e proprio corso presso una struttura con tanto di insegnante e libro di testo, ma di una specie di gioco da fare con i propri bambini per coinvolgerli in un’attività istruttiva e ludica nello stesso tempo durante i mesi estivi quando la scuola è chiusa e il cervello, insieme al corpo, se ne vanno in vacanza.
Abbiamo spesso detto, infatti, quanto sia importante, a lezioni finite, tenere la mente dei piccoli impegnata e offrire loro la possibilità di imparare qualcosa di nuovo senza per questo obbligarli a lunghe ore su libri, quaderni, diari.


Ecco, perciò, l’idea: realizzare una specie di reportage fotografico delle proprie vacanze utilizzando, però, non la penna ma la macchina fotografica.
Lo spunto servirà ai bimbi per creare un vero e proprio diario di bordo che insegni loro a osservare, riassumere, raccontare, servendosi delle immagini come mezzo di espressione. Inoltre, giocando, avranno la possibilità di utilizzare in modo costruttivo un mezzo, la macchina fotografica appunto, che tendenzialmente attira la fantasia e la curiosità dei piccoli e li coinvolge con le sue innumerevoli potenzialità tecniche.

Non occorre che diate in mano ai bimbi strumenti troppo sofisticati, costosi e delicati: le classiche usa e getta andranno benissimo per lo scopo che vi siete prefissati. L’importante è guidarli nei primi esperimenti, trasmettendo loro il gusto di guardare le cose con occhi diversi, cercando di andare oltre la realtà.


All’inizio potrete insegnare ai bambini a scattare le classiche fotografie di paesaggi, quelle un po’ stereotipate e anonime delle cartoline, spiegando concetti quali “controsole”, “messa a fuoco”, scelta dell’inquadratura… Passate, poi, alla figura umana che vi servirà per introdurre il discorso su “primo piano”, “figura intera”, “mezzo busto” (o piano americano), personaggio inserito in un contesto più vasto…
Infine, lasciate che i piccoli diano libero sfogo alla loro fantasia lasciando che ritraggano qualunque cosa venga loro in mente e possa in qualche modo raccontare la loro estate.

Non occorre necessariamente trovarsi già sul luogo di villeggiatura per portare avanti un progetto di questo tipo: la macchina fotografica servirà, infatti, per documentare qualsiasi momento dell’estate del bimbo, anche quelli trascorsi in città in attesa di partire (la mamma impegnata a comprare i costumi per il mare, le domeniche al parco o in piscina, i giochi all’aperto con gli amichetti, i pomeriggi passati a fare i compiti delle vacanze, il viaggio inteso come spostamento…).
Insomma, un vero e proprio repertorio di fotografie che, una volta messe insieme, serviranno al bambino per documentare i suoi tre mesi lontano dalla scuola, con la macchina fotografica fedele compagna di tutti i giorni.

A settembre procederete, poi, insieme al piccolo fotografo alla selezione delle immagine più belle e alla loro archiviazione. Acquistate un quadernone ad anelli e provvedete, insieme al bambino, alla catalogazione delle foto. Potrete procedere in vari modi: seguendo un ordine cronologico, a seconda delle location (le foto al mare, quelle in città, le foto in montagna e quelle a casa…) o dei soggetti rappresentati (il bambino in vacanza, la mamma, la nonna, il fratellino…)…
Incollate le foto sui fogli a buchi (meglio a quadretti) utilizzando gli angolini normalmente usati per gli album fotografici e, accanto a ogni foto, fate scrivere al piccolo cosa rappresenta l’immagine, la data, il luogo ed, eventualmente, un suo personale commento facendolo riflettere sul perché ha scattato quella foto e su cosa stava provando in quel preciso momento.

Per il bambino sarà un gioco molto divertente che darà un senso diverso e assolutamente nuovo alla sua estate. Imparerà a riflettere sulle cose e a guardare il mondo con un occhio nuovo (quello dell’obbiettivo). Inoltre, al ritorno a scuola potrà raccontare per immagini la sua estate a insegnanti e compagni.

  • Commento inserito da rita il 26 giugno 2009 alle ore 12:33

    Mi sembra una bellissima idea anche come "compito per le vacanze". Sicuramente ne prenderò buona nota. Una unica osservazione: forse il lavoro di scrivere le osservazioni vale la pena farglielo fare "man mano", senza attendere settembre, per non caricare troppo sull'ultimo squarcio di vacanze. Almeno a mia figlia di seconda elementare. Un saluto e grazie.

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