In dirittura d'arrivo...

Anora qualche settimana alla chiusura delle scuole per la pausa estiva. Giusto un momento per qualche riflessione...

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Ancora qualche settimana e sulla scuola, come tutti gli anni, calerà il sipario. Consegna delle pagelle, incontri genitori-insegnanti, feste di fine anno, pizzate di classe... costelleranno l'agenda di appuntamenti ancora per qualche settimana e poi si potrà definitivamente porre la parola fine sulle pagine dell'anno scolastico 2005-2006.
Quale bilancio, dunque, dopo questi 9 mesi? Ciascun genitore (e ciascun bambino) tirerà le proprie somme e per ciascuno saranno, ovviamente, differenti. Certo, c'è la pagella e ci sono le parole delle maestre a quantificare l'impegno, il livello raggiunto, il grado di apprendimento… Ma i fattori da tenere presenti nell'analizzare l'anno appena trascorso sono anche altri e vanno presi in considerazione insieme a quanto espresso nei giudizi (positivi o negativi) sullo scolaro.


LA SCUOLA NON É UNA LISTA DI VOTI..
Un bambino non è i voti, o non è solo i voti, che prende a scuola. Che questi siano buoni o no, quindi, ha un'importanza, tutto sommato, relativa rispetto al giudizio complessivo sul suo operato in classe. Niente esagerate premiazioni, quindi, di fronte a un'ottima scheda e niente punizioni esemplari per una pagella pessima.
I voti espressi dagli insegnanti, in realtà, dovrebbero servire da lanternino per guidare i genitori verso il comportamento più corretto da tenere durante l'estate, ma non dovrebbero diventare l'unico metro di giudizio per valutare il proprio figlio. Un bimbo che ha rimediato un'insufficienza, per esempio, in matematica, è un bambino che va seguito in quella particolare materia cercando, però, prima di comprendere quali possano essere state le difficoltà da lui incontrate nel corso dell'anno (poco studio, cattiva predisposizione, incomprensione con la maestra, assenze eccessive…). Aiutarlo significherà, quindi, sì svolgere con lui un discreto numero di esercizi e problemi, ma anche intervenire laddove si è verificata la vera rottura.


Oltre ai giudizi nelle singole discipline, poi, è fondamentale capire quale è stata la crescita del piccolo dal punto di vista umano: ha imparato a superare le sue timidezze, è diventato meno aggressivo, ha dimostrato di essere particolarmente invidioso dei compagni o estremamente generoso, si è chiuso in se stesso apparentemente senza motivo o si è aperto al mondo, è maturato oppure no… Insomma, si tende spesso a ritenere la scuola una lista di voti come se solo quelli esplicassero l'operato del bambino, ma c'è molto di più da tener presente e da prendere in considerazione.

PROCESSI AL BANDO
Come dicevamo sopra, tantissimi sono i fattori da considerare prima di liquidare un anno scolastico come positivo o negativo (un bambino che ha preso tutti ottimo, ma si è isolato dal gruppo preferendo la solitudine dei suoi studi alla compagnia dei compagni, forse è un bambino che, in qualche modo, ha bisogno di aiuto e il cui anno scolastico non può dirsi del tutto positivo). La pagella, quindi, non deve diventare motivo per aprire un processo mettendo lo scolaro sul banco degli imputati. Dopo aver parlato con gli insegnanti, quindi, di fronte a risultati non troppo brillanti, anziché accusare il piccino, sgridarlo o castigarlo, meglio capire quali problemi potrebbe aver incontrato durante l'anno, parlandogli, farcendogli capire che, comunque, gli volete bene e che a tutto c'è rimedio.
Ciò non significa essere indulgenti e lasciar passare sotto banco la cosa, significa, semplicemente, farla rientrare nelle dovute proporzioni.
Il lavoro estivo, svolto magari con il sostegno di un insegnante di ripetizione, colmerà le eventuali lacune. Ma è indispensabile prima, riempire quelle psicologiche, comprenderle e contenerle. Per recuperare un'insufficienza c'è sempre tempo.
Se capite, poi, anche dalle parole delle maestre, che il bambino sta soffrendo o è sottoposto a un particolare stress (vuole essere il numero uno, pensa che l'unico modo per avere l'affetto dei suoi genitori sia quello di prendere ottimi voti…), anche di fronte a una pagella eccellente, cercate di lavorare durante l'estate per aiutarlo a riacquistare la serenità perduta. Lo ripetiamo: i voti sono importanti, ma non sono tutto. Un bimbo contento vale più di un bimbo secchione.

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