Omega 3 e gravidanza

Una dieta ricca di Omega 3 durante la gravidanza e nelle prime fasi dell’allattamento aiuta lo sviluppo cerebrale del feto, aumenta la capacità cognitiva del bambino, migliora le funzioni visive.

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di Alessia Altavilla

L’Isola della Salute è l’evento presentato da Sapere. Il Sapore del sapere nell’ambito della manifestazione Milano Food Week (7 – 15 maggio) per parlare di salute, alimentazione e benessere.
Per l’occasione, è stato organizzato l’incontro (domenica 8 maggio) La salute in rosa nel corso del quale si è discusso di alimentazione e salute in chiave, però, prettamente femminile. Tra gli argomenti affrontati, anche il ruolo rivestito dagli Omega 3 per la salute dell’essere umano e, in particolare, per la crescita sana del feto durante i nove mesi di gestazione e del bambino nei primissimi mesi di vita. Ne ha parlato il professor Antonio Canino, specialista in ostetricia e ginecologia, dirigente Medico presso la Divisione di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano.


 
COSA SONO GLI OMEGA 3

Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali (ne fanno parte anche gli omega 6) indispensabili per la salute del corpo e per lo sviluppo del cervello.
Poiché non vengono sintetizzati dall’organismo, devono essere introdotti attraverso l’alimentazione in un rapporto equilibrato di 1 (omega 3) a 6 (omega 6). Si tratta di grassi polinsaturi (formati, cioè, da vari doppi legami) che si distinguono dai grassi monoinsaturi (formati da un solo doppio legame) e dai grassi saturi.


In un’ipotetica scala di valore, i grassi polinsaturi (così come i monoinsaturi presenti, per esempio, nell’olio di oliva) sono i cosiddetti “grassi buoni” e si distinguono dai grassi saturi considerati dannosi, se consumati in quantità elevate, per la salute.

 

 
OMEGA 3 E OMEGA 6: L’AIUTO ARRIVA DALLA NATURA

Come dicevamo sopra, i grassi polinsaturi non sono sintetizzati dall’organismo e vanno, dunque, assunti attraverso la dieta. A esserne ricchi, soprattutto, pesce (salmone, acciughe, sgombri, alici, trote e, in generale, tutto il pesce azzurro che presenta, tra le altre cose, minori tracce di mercurio rispetto ai grossi pesci, tonno, pesce spada…), crostacei, alghe, semi di lino, ortaggi a foglia verde, olio di semi di lino, noci, mandorle
Dal momento che omega 6 e omega 3 sono antagonisti tra loro, è fondamentale nella dieta che il loro rapporto sia equilibrato (nelle diete occidentali, invece, è leggermente sbilanciato a favore degli omega 6). Il rapporto ottimale tra i due dovrebbe essere di 6 a 1.
Tradotto in termini pratici, per evitare di assumere integratori di omega 3, bisognerebbe aumentare l’introito di pesce nell’alimentazione quotidiana (almeno 3 volte a settimana).

 

 
OMEGA 3 E GRAVIDANZA

Oltre a un’importante funzione nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e di protezione delle funzioni visive, gli omega 3 giocano un ruolo chiave nello sviluppo del cervello del feto durante le prime settimane di gravidanza e nell’aumento delle capacità cognitive del bambino nelle ultime settimane di gestazione e nei primi mesi di vita.
Dal momento che il feto attinge alle riserve della madre è, dunque, fondamentale che questa ne aumenti l’introito durante i nove mesi di gravidanza o attraverso la dieta o per mezzo di integratori specifici a base di DHA.
Sembra, inoltre, che una carenza di DHA sia tra le possibili cause della depressione post partum, dal momento che gli omega 3 giocano un ruolo importante anche nella regolazione dell’umore.
 

 

 

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