Caro bebè... ma quanto mi costi?

Secondo Federconsumatori le spese per il mantenimento di un bebè nel primo anno di vita sono aumentate rispetto al 2010 del 5%. Quali alternative?

Secondo una recente indagine condotta da Federconsumatori nell'ultimo anno la spesa delle famiglie per il mantenimento di un neonato è aumentata di circa il 5% raggiungendo cifre che vanno da un minimo di 6200€ a un massimo di 13.500€.


A incidere maggiormente, i prodotti di puericultura pesante (carrozzine, passeggini, lettini, seggiolini, fasciatoi, vaschette....) che i futuri genitori acquistano negli ultimi mesi di gravidanza e, dopo la nascita del bambino, gli articoli di puericultura leggera (biberon, tettarelle, prodotti cosmetici per la primissima infanzia, abiti e vestitini...).

A questi ultimi, vanno poi ad aggiungersi nel corso del primo anno i beni primari indispensabili per il sostentamento e il mantenimento del piccolo: i pannolini (la spesa media annua per le famiglie è di circa 900€) e il latte/pappe il cui costo, sempre su basa annua, va dai 1500€ ai 3250€ a seconda che il bambino sia, nei primi mesi, allattato al seno o meno.


Infine, incidono sul bilancio familiare, e non poco, le visite pediatriche (pochi i genitori che nel corso del primo del bimbo si affidano al pediatra della mutua tenuto anche in considerazione il fatto che quest'ultimo non è tenuto a effettuare visite a domicilio) e, quando la mamma torna al lavoro, le spese per eventuali nido o baby sitter.

 
IL BONUS BEBÉ SECONDO LE ULTIME FINANZIARIE


Se fino a qualche anno fa il bonus bebè consisteva in un assegno di 1000€ che i neogenitori ricevevano, a titolo completamente gratuito, dallo Stato alla nascita del bambino, negli ultimi 3 anni (2009 - 2010 - 2011) si è adottata una soluzione diversa che, però, di fatto, non è in grado di aiutare veramente le famiglie: i neogenitori, infatti, hanno a disposizione un finanziamento di 5000€ utilizzabile per qualsiasi spesa e rimborsabile nell'arco di cinque anni.

In pratica, si tratta di un prestito utile per tamponare eventuali spese improvvise ma che non risolve affatto il problema del caro bebè, tenuto anche conto dell'inflazione galoppante e dell'aumento costante dei prodotti e degli articoli destinati alla prima infanzia.

Per accedere al prestito agevolato è necessario avere la patria potestà su bambini nati (o adottati) dal 2009 al 2011 senza limiti di reddito e farne richiesta alle banche o agli operatori finanziari che hanno aderito all'iniziativa (secondo l'ABI circa 178 banche in tutta Italia).

 
SISTEMI DI RISPARMIO


Naturalmente, molti neogenitori, indipendentemente dal reddito, si sono organizzati e hanno trovato mezzi e sistemi per risparmiare.

Sono, quindi, aumentate le famiglie che sono passate all'uso di pannolini lavabili che oltre al beneficio ecologico consentono un notevole risparmio rispetto al pannolino usa e getta.

Sono aumentati i mercatini, spesso organizzati dalle stesse mamme, per scambiare e riciclare prodotti e oggetti destinati alla prima infanzia (gli swap party che hanno visto la luce a Milano qualche anno fa sono diventati una formula sempre più amata da chi desidera risparmiare in modo glamour).

Si sono moltiplicati sul territorio nazionale outlet e negozi low cost destinati ai più piccini nonché i negozi dell'usato per neonati, bambini e adolescenti.

Infine, per ovviare al problema della mancanza di nidi e alle alte rette che le famiglie devono sostenere per i nidi privati, è cresciuta la richiesta di nidi-famiglia che consentono ai genitori di mettere in comune le proprie forze, economiche e di tempo, per offrire ai bimbi una soluzione 'familiare' alla mancanza dei genitori durante il giorno.


 

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