Inserimento al nido in 10 mosse

10 consigli affinché l’ingresso al nido non costituisca un trauma per il piccolo e un motivo di preoccupazione per i genitori.

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di Manuela Magri

 

  1. L’ingresso al Nido costituisce la prima vera prova che il bambino deve affrontare lontano dal calore e dall’affetto di mamma e papà. È importante, perciò, che genitori ed educatori operino affinché questo momento venga vissuto dal piccolo nel modo meno traumatico possibile.
  2. Se la scelta del Nido è stata ragionata e oculata non dovrebbero esserci problemi. Sarebbe bene, comunque, che i genitori fissassero un incontro preliminare con gli insegnanti per conoscerne personalmente il metodo didattico e per prendere visone di quelle che sono le strutture preposte ad accogliere il piccolo. Preparazione e disponibilità del personale didattico, adeguatezza degli ambienti e igiene sono i parametri da prendere in considerazione e valutare.
  3. Trattandosi di un momento di distacco, è bene mettere in conto un periodo di prova che viene comunemente definito inserimento durante il quale uno dei genitori trascorre al Nido qualche ora con il bambino accanto alle educatrici per rendere l’allontanamento meno traumatico.
  4. I primi tempi sarebbe bene optare per una formula part time.
  5. È bene ricordare che nei primi mesi sono i genitori a doversi piegare alle esigenze del bambino e non viceversa. L’inserimento al Nido deve avvenire, perciò, in modo graduale rispettando quelle che sono le reazioni del piccolo che potrebbe passare attraverso una fase di rifiuto.
  6. La fase di inserimento non serve solo per abituare il bimbo al distacco dalla mamma e dal papà, ma anche a questi ultimi per conoscere meglio le educatrici e stabilire con loro un rapporto di collaborazione e aiuto reciproco. È durante questo primo periodo, quindi, che devono emergere eventuali problemi del bebè e che i genitori devono farsi carico di avvertire il personale didattico delle sue abitudine alimentari e dei suoi comportamenti.
  7. Se durante i primi giorni da solo il piccolo piange e strilla dando chiari segnali di disagio, sarebbe bene non cedere e proseguire sulla strada intrapresa concedendogli più tempo per abituarsi al cambiamento senza per questo mollare il colpo sulla scelta effettuata. Ogni bambino ha i suoi tempi che, come dicevamo sopra, vanno rispettati.
  8. Dopo il primo periodo in cui la mamma (o il papà) trascorrono al Nido le ore del mattino portandosi a casa il piccino per il momento del pasto è bene procedere al fine di operare un distacco più netto e deciso. I genitori dovrebbero, quindi, accompagnare il bambino all’asilo, trascorrere con lui un po’ di tempo lasciandogli però lo spazio di interagire con le insegnanti e con gli altri bambini e andarsene poco dopo affidando il piccino alle cure esclusive delle educatrici.
  9. Le fughe alla chetichella, gli improvvisi ritorni, i sensi di colpa non servono a nulla in questo periodo e sono, anzi, controproducenti. Se avete optato per la scelta del Nido è perché avete valutato che per il vostro bambino questa è la cosa migliore. La vostra serenità verrà percepita dal piccolo che saprà utilizzarla per cercare un suo nuovo spazio e un suo ruolo all’interno di una comunità più vasta rispetto al ristretto gruppo del nucleo familiare.
  10. Nel periodo dell’inserimento, la fiducia nei confronti delle insegnanti deve essere totale e assoluta. Il vostro ruolo di genitori non ne viene assolutamente minato, ma il piccolo imparerà a fidarsi solo di persone verso le quali anche voi mostrerete fiducia. Dopo aver, perciò, dato tutte le indicazioni del caso al personale preposto, lasciate che sia quest’ultimo a prendersi cura del bambino senza intervenire anche qualora siate presenti e non del tutto d’accordo sul metodo utilizzato. Il Nido rappresenta, infatti, per il bimbo anche la possibilità di avere a che fare con qualcuno che agisce e pensa diversamente dai genitori.

 



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