Si parte dal piede

I piedini dei bimbi, un organo importante attraverso il quale il bambino può partire… alla scoperta del mondo. Di cui prendersi cura sin dai primissimi giorni.

di Manuela Magri

Forse non tutti sanno che i piedini dei neonati sono naturalmente piatti e che solo attraverso le stimolazioni ricevute dall’ambiente esterno, in particolare quando il bimbo comincia a camminare, articolazioni, muscoli e legamenti si trasformano dando il loro contributo alla formazione dell’arco plantare che si forma solo dopo i 3 anni.
Poiché, poi, sono i piedi che consentono al bambino di camminare, è importante prendersi cura di loro come, se non di più, degli altri arti, con scarpette adatte alle diverse esigenza del bebè ed esercizi specifici che aiutino a prevenire in seguito atteggiamenti e posture scorretti, per esempio, il piede piatto o quello cavo.


Giusto per dare qualche dato e qualche indicazione generale, possiamo dire che è tra i 10 e i 15 mesi che i piccoli sperimentano, con il sostegno di mamma e papà, i primi passi. Per arrivare a questa grande conquista, però, il bambino è dovuto passare attraverso una serie di tappe che lo hanno portato ad assumere la posizione eretta: innanzitutto, intorno ai 3 mesi ha dovuto imparare a stare seduto, e poi, verso gli 8/10 mesi, ha dovuto apprendere la difficile arte del gattonamento, un’attività utilissima per lo sviluppo della muscolatura che, in seguito, dovrà sostenere il peso del corpo eretto del bimbo.
In queste prime fasi, aldilà del fatto che esistono calzature adatte per ogni età, sarebbe bene che i piedini rimanessero liberi quanto più possibile e le scarpe avessero solo una funzione protettiva contro il freddo: infatti, è proprio attraverso il piede che il lattante comincia a esplorare il mondo, ricevendone informazioni, diciamo così, “tattili”. I piedini andrebbero, perciò, lasciati liberi di toccare, sentire, muoversi senza costringerli in scomode calzature che ne renderebbero più difficoltosi i movimenti.




Durante la fase del “gattonamento”, invece, è bene scegliere scarpine che gli consentano di muoversi liberamente e lo facilitino nei suoi spostamenti a quattro zampe, tenendo conto del fatto che la parte del piede che poggia sul terreno è quella anteriore e che, di conseguenza, le calzature dovrebbero essere rinforzate sul davanti per proteggere il piedino e molto flessibili per non appesantire il bambino e consentirgli di scivolare comodamente.

Dopo i 14 mesi, e comunque quando il bambino inizia a camminare, è importante scegliere scarpe comode, della misura giusta, con la punta arrotondata, la suola flessibile e piatta, senza tacco e senza contrafforti rigidi sulle caviglie. Il consiglio è, ad ogni modo, quello di lasciare il piccolo libero di girare a piedi scalzi ogni volta che il terreno lo consente, ossia in presenza di erba, sabbia e terreni irregolari, per aiutarlo a trovare il suo equilibrio naturale sollecitando la pianta del piede. Evitare, invece, l’utilizzo di scarpe ortopediche in presenza del piede piatto poiché, come abbiamo detto, esso è del tutto naturale nel lattante.

Dopo i 3 anni gli esperti consigliano una visita specialistica dal podologo che saprà dare indicazioni precise sul corretto sviluppo dei piedini e dell’apparato locomotore e troverà la giusta terapia in caso di difetti e reali anomalie sottoponendo il bambino a una ginnastica del piede mirata alla risoluzione dello specifico disturbo.

Per quanto riguarda, poi, la scelta delle scarpine, è importante che queste, oltre alle caratteristiche di cui sopra, siano della giusta misura e che i calzini non siano eccessivamente stretti comprimendo le dita del piedino. Un metodo efficace per misurare la taglia del bambino, dal momento che questi non è in grado di sentirne la giustezza, è quello di mettergli un cartoncino sotto i piedi, tracciarne con una penna il contorno, ritagliarlo e inserire l’impronta così ottenuta nella scarpa. La prova va ripetuta abbastanza frequentemente poiché i piedi dei bimbi possono crescere improvvisamente anche di due o tre misure.

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