Igiene del neonato: la pulizia del nasino

La pulizia del nasino è importantissima nei primi mesi di vita per evitare che un banale raffreddore si possa trasformare in qualcosa di più grave (sinusite, otite…). Andrebbe eseguita tutti i giorni come gesto di igiene quotidiana e ripetuta più volte al giorno se il raffreddore è nella fase acuta.

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di Manuela Magri

La pulizia del nasino è uno dei gesti che dovrebbero far parte dell’igiene quotidiana del neonato sin dai primi giorni di vita e fino a quando il bambino non è in grado di soffiarselo da solo (intorno ai 3 anni).
Che sia raffreddato o meno, infatti, la pulizia del naso è fondamentale per aiutare il piccolo, che sino a sei mesi respira solo con quello, a respirare meglio, proteggendo una delle prime vie d’accesso di virus, batteri e agenti inquinanti nell’organismo.


Con il naso pulito, poi, il bimbo dorme più serenamente e fa meno fatica quando deve prendere il latte.
Insomma, un gesto prezioso, indispensabile per il benessere del bebè, sia a titolo preventivo che come cura quando il bambino ha il raffreddore.

COME SI ESEGUE CORRETTAMENTE IL LAVAGGIO NASALE
La pulizia del nasino si compone di due operazioni distinte che andrebbero eseguite sempre insieme per un miglior risultato: il lavaggio nasale e l’aspirazione del muco. A questo punto, e solo se il bambino è raffreddato, è possibile utilizzare le goccine decongestionanti o spray, il cui uso, però, è subordinato alle operazioni di cui sopra e, comunque, alla prescrizione medica.

Il lavaggio nasale
È possibile utilizzare, indistintamente, la soluzione fisiologica o altre soluzioni presenti in commercio sottoforma di flaconi monodose peri bimbi più piccoli o spray nebulizzatori per quelli più grandi.
Nel caso in cui si utilizzi la fisiologica, la dose varia a seconda dell’età del bimbo (3 ml fino all’anno di età, 5 ml fino a 3 anni, 10 ml dopo i tre anni) e va aspirata dalla bottiglia con una siringa sterile, a cui poi va tolto l’ago.
Sempre a seconda dell’età del bambino, cambia la posizione in cui il lavaggio va eseguito. I neonati vanno distesi sul fasciatoio, con il capo leggermente ruotato di lato (prima da una parte e poi dall’altra) e la testa più bassa rispetto alle spalle (eventualmente, si può usare un cuscino sottile da mettere sotto alla testa del bambino in modo che la fisiologica non gli finisca in gola). Con i bambini più grandi l’operazione può essere eseguita in piedi o seduti, sempre avendo cura che abbiano la testa ruotato e in posizione più bassa rispetto alle spalle.
Inserite, quindi, l’augello della siringa nella narice e direzionate lo spruzzo verso l’orecchio. Se il lavaggio è stato eseguito correttamente, la fisiologica uscirà dall’altra narice.
La manovra va eseguita da entrambi i lati. Due volte al giorno in condizioni di normalità. Più volte al giorno se il piccolo è raffreddato o ha il naso chiuso.

L’Aspirazione
L’aspirazione è necessaria per eliminare il muco in eccesso dopo il lavaggio (con i bambini più grandi è sufficiente soffiare loro il naso).
Per eseguirlo, si possono usare gli appositi aspiratori elettrici presenti in farmacia (decisamente molto pratici) oppure le pompette che consentono di aspirare il muco in modo meccanico.
Solo successivamente a questa operazione, e soltanto se il bambino è raffreddato, può essere consigliabile inserire nelle narici le goccine decongestionanti.

LE COMPLICANZE DI UN NORMALE RAFFREDDORE
Il raffreddore, malattia virale molto contagiosa, è in sé una patologia di poco conto che tende a guarire nel giro di una settimana. Se trascurato, però, soprattutto nei bambini molto piccoli, può essere causa di complicanze fastidiose e a volte anche gravi. In primis, otite e sinusite.
Ecco perché la pulizia del nasino rappresenta un gesto di prevenzione che non va assolutamente tralasciato e che deve diventare un’abitudine quotidiana fino a quando il bimbo non sa soffiarsi il naso da solo.
In particolare con i piccoli che frequentano il nido o la scuola materna, mantenere le narici sgombere da virus e batteri li aiuta a essere meno esposti al rischio di contrarre malattie.

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