Pneumococco: identikit di un vaccino

Responsabile di otite, sinusite e polmonite e, nei casi più gravi, di setticemia e meningite, lo pneumococco è il batterio maggiormente responsabile delle malattie della prima infanzia. Si contrasta attraverso la vaccinazione.

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di Manuela Magri

Lo pneumococco, un batterio che si trasmette da persona a persona tramite le goccioline respiratorie, è uno dei responsabili principali di alcune delle principali malattie della prima infanzia: otite, sinusite, polmonite… E, nei casi più gravi, setticemia (un'infezione del sangue) e meningite, (un'infiammazione della membrana che avvolge il cervello).
Le infezioni da pneumococco hanno un periodo di incubazione relativamente breve e vengono, generalmente, tramite somministrazione di antibiotici.


L'introduzione del vaccino, negli ultimi anni esteso a tutta la popolazione sotto ai 5 anni, ha drasticamente diminuito il numero di casi.

IL VACCINO

Esistono due tipologie di vaccino.
  1. Il primo è il cosiddetto vaccino coniugato eptavalente. Ossia un vaccino coniugato a una proteina che ne aumenta l'efficacia e protegge l'ospite da sette sottotipi di pneumococco differenti. Nello specifico agisce contro polmonite, otite media e acuta, batteriemia, sepsi e meningite. E' particolarmente consigliato nei bimbi sotto ai 5 anni.

  2. Il vaccino 23-valente, invece, utilizzato anche sulla popolazione adulta, è attivo contro 23 sierotipi di pneumococco responsabili, principalmente, di diverse forme di polmonite.


Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare: sulla coscia nei bimbi con un'età inferiore ai 2 anni; nel muscolo della spalla per quelli di età superiore.
E' particolarmente consigliato per quei bambini che frequentano il nido, l'asilo o luoghi pubblici molto affollati (banalmente, anche gli aeroporti) e viene spesso associato all'esavalente (anche se può essere eseguito anche separatamente, quando lo si ritiene più opportuno).

Come viene somministrato il vaccino a seconda dell'età

  • Per i bambini con un'età compresa tra le sei settimane e sei mesi sono previsti una prima dose più tre richiami da effettuarsi con intervalli di 30 giorni. L'ultimo richiamo viene generalmente eseguito tra l'11° e il 15° mese di vita.
  • Per i bambini tra i 7 e gli 11 mesi le dosi sono tre. Le prime due effettuate a distanza di 30 giorni e la terza al compimento del secondo anno di vita.
  • Tra i 12 e i 23 mesi sono previste due dosi da effettuare a 60 giorni di distanza l'una dall'altra.



CONTROINDICAZIONI
Il vaccino non va eseguito in caso di allergie a uno dei componenti e febbre elevata.
Tra gli effetti collaterali più frequenti: febbre (è sufficiente dare al bimbo tachipirina in gocce nella quantità prevista dal peso), arrossamento e lesioni nella zona della puntura (applicare sul ponfo Arnica in gel per alleviare il fastidio), perdita di appetito, disturbi del sonno.

La tabella in basso, riportata dalla rivista Forbes, mostra come è cambiata l'incidenza delle malattie negli Stati Uniti prima e dopo l'introduzione dei vari vaccini e come il tasso di alcune patologie, anche gravi, sia drasticamente diminuito.



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