Un braccialetto per ritrovare i bambini

Infoband è un braccialetto pensato per aiutare i bambini che si perdono (nei supermercati, nei centri commerciali, sulle spiagge…) a ritrovare i loro genitori.

di Alessia Altavilla

Ti sei perso?. A chi non è mai capitato di fare questa domanda a un bambino in lacrime in un parco divertimenti, al centro commerciale o in spiaggia?
Capita spesso, infatti, che i piccoli si perdano e non siano in grado di fornire le informazioni necessarie per rintracciare al volo i genitori, evitando a tutti, al bimbo e a mamma e papà, inutili e prolungati spaventi. Con i bambini non ancora in grado di parlare, quindi, ritrovare i genitori può rivelarsi un’impresa.


Ecco, dunque, che è stato studiato un metodo per renderli facilmente identificabili e aiutarli qualora si perdano o si allontanino dalla famiglia. Si tratta di un semplicissimo braccialetto, proposto in una colorata gamma di clori, sul quale scrivere i dati di contatto di mamma e papà: nome, cognome, un numero di telefono su cui rintracciarli.

 
INFOBAND: I BRACCIALETTI PER I BAMBINI CHE SI PERDONO

I braccialetti Infoband, distribuiti in Italia da Damblé e venduti al pubblico a 4€, sono disponibili in 12 coloratissime varianti, sono privi di PVC, lattice e altre sostanze che potrebbero causare allergie. Il fermaglio di chiusura (che permette di riutilizzare il braccialetto più volte) è apribile soltanto con l’uso di due mani in modo che il bambino non possa aprirlo da solo. Vi si può inserire vari dati, dal nome e cognome del piccolo al numero di telefono dei genitori, dalla lingua parlata dal bambino (nel caso ci si trovi all’estero) ad avvertenze essenziali quali malattie e allergie.


È sufficiente scrivere i dati desiderati con una comune penna a sfera: il testo diventa istantaneamente resistente all’acqua, perfetto al mare o in piscina.
Insomma, un braccialetto semplicissimo prezioso, però, quando ci si sposta con i bimbi. Quando si frequentano grandi spazi affollati. Quando si vuole, comunque, lasciare al proprio figlio libertà di azione e movimento.
Non significa “abbandonare a se stesso il bambino tanto in qualche modo mi sarà riportato”. Ma rendere meno traumatiche eventuali “perdite di vista”.

 

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